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Last updateMar, 25 Lug 2017 6pm

Il Governatore del Veneto Luca Zaia riceve le stagiste veneto-brasiliane di Acque Veronesi. Soddisfazione di Mariotti

Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha incontrato Bruna Gorete Mazzonetto (25 anni, laurea in ingegneria ambientale, Stato del Rio Grande Do Sul), Daniele Costacurta Gasparin (29 anni, laurea in ingegneria ambientale, direttrice del Settore ambientale del comune di Colombo, Stato del Paranà) e  Nathália Cristiane Rodrigues (29 anni, laurea in ingegneria civile per la gestione delle acque, Stato di Sao Paolo), tutte e tre provenienti dal Brasile ma di origini venete, i loro nonni erano nativi infatti delle province di Padova e Treviso.
Le ragazze stanno partecipando ad uno stage di un mese presso Acque Veronesi - società presieduta da Massimo Mariotti – che gestisce il servizio idrico integrato in 74 comuni della provincia scaligera. L'iniziativa gode della collaborazione dell'associazione Veneti nel Mondo - nata più di quindici anni fa e iscritta al registro regionale dell'emigrazione veneta -  che ha curato la selezione dei candidati, e dell'ESU (ente per il diritto allo studio universitario di Verona), che provvede all'ospitalità delle stagiste.
Le ragazze, prima di fare ritorno a casa, hanno avuto la possibilità di incontrare il governatore della Regione, raccontando le loro esperienze lavorative in Acque Veronesi. Ad accompagnarle,  Aldo Rozzi Marin e Luciano Sandonà, rispettivamente presidente e segretario generale di Veneti nel Mondo. Dopo i saluti di Zaia, le stagiste hanno espresso la loro soddisfazione per la partecipazione al progetto di scambio e formazione professionale finalizzato all'integrazione di giovani studenti appartenenti alle comunità venete nel mondo.
Le tre giovani sono state scelte tra decine di candidati iscritti nella banca dati  Globalven.  Soddisfazione per l’incontro è stata espressa da Mariotti: «L’obiettivo di questa iniziativa è quello di avvicinare al territorio di origine alcune potenziali eccellenze professionali,  facendole interagire con reciproco profitto con la nostra azienda».

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Giorno del Ricordo, Mariotti: “La storia non va dimenticata: i nostri figli devono sapere”

Anche il presidente di Acque Veronesi, Massimo Mariotti, parteciperà alle celebrazioni del “Giorno del Ricordo”.  Domani, venerdì 7 alle ore 9, nella sala buvette della Gran Guardia sarà inaugurata la mostra fotografica “Dedicata al Ricordo”  organizzata dal comitato provinciale di Verona dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD).
Lunedì 10 febbraio, alle ore 10.30, presso il Cimitero Monumentale sarà invece celebrata la Santa Messa e sarà deposta una corona di fiori al “Monumento dedicato alle vittime delle foibe, agli esuli deceduti lontano dalla terra di origine e a tutti i defunti rimasti”. L’iniziativa, promossa dal Comune di Verona, dalla Provincia e da ANVGD, è accolta con grande partecipazione da Massimo Mariotti che, già da assessore comunale alle Politiche Giovanili, aveva voluto dare voce ad un aspetto della storia contemporanea troppo spesso dimenticato o addirittura sconosciuto. “Stando ai sondaggi – sottolinea il presidente di Acque Veronesi – nemmeno un italiano su due conosce i tragici eventi legati  all’esodo Giuliano Dalmata. Soprattutto le nuove generazioni hanno il diritto ed il dovere di conoscere la storia. Trecentocinquantamila esuli non possono essere dimenticati. Dobbiamo dare voce a questo dolore non gridato, rimasto in un colpevole silenzio per troppi anni”. 
La Regione Veneto, ancor prima della Legge Nazionale nr. 92 del 30 marzo 2004, si è dotata sin dal 1994 della Legge Regionale nr.15 del 7 aprile, che ha lo scopo di valorizzare e tutelare la presenza veneta nei territori dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia. Acque Veronesi, su iniziativa del suo presidente, ha recentemente realizzato un calendario (a costo zero, grazie al prezioso supporto di numerosi sponsor) contenente immagini che richiamano la chiara origine veneta delle città istriane. Il calendario è stato realizzato in collaborazione con Gian Paolo Sardos Albertini, presidente Onorario  di ADES, l’associazione Amici e Discendenti degli Esuli.

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I pensionati italiani scelgono l'acqua “del Sindaco”. La beve il 77,7%. Mariotti: “Un trend in continua crescita”

Il 77,7% dei pensionati italiani beve acqua del rubinetto, di questi il 54,2% la consuma quotidianamente.  Il 17,2% la beve occasionalmente e solo il 6,3%  raramente. La scelta viene così motivata: il 35,2% la preferisce perché è buona, il 28,8% perché è una soluzione comoda e il 25,2% per i maggiori e più accurati controlli rispetto a quella imbottigliata.
A rilevarlo è “Aqua Italia”, che dal 2006 scatta periodicamente una fotografia del consumo dell'acqua del rubinetto nel nostro paese, in collaborazione con l'Istituto indipendente Cra Nielsen. In particolare, continua Aqua Italia, il 18,5% degli intervistati dichiara di avere almeno un dispositivo di trattamento dell'acqua nella propria abitazione. La tipologia più gettonata è la caraffa filtrante, acquistata nel 9,9% dei casi, seguita dai sistemi con filtro per l'eliminazione del cloro (6,3%). 
Verona si conferma nella media nazionale. “Questi dati confermano la qualità dell’acqua del Sindaco, buona, sicura e certamente più economica rispetto a quella in bottiglia, - dice Massimo Mariotti, presidente di Acque Veronesi, la società che gestisce il sistema idrico oltre che a Verona, anche in altri 73 comuni della provincia – Su questa statistica hanno probabilmente influito, da un lato la crisi che spinge sempre più famiglie ad utilizzare risorse più vantaggiose, dall’altro le numerose campagne di sensibilizzazione su un corretto uso dell’acqua promosse dalle società di gestione”.

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Acque Veronesi: le opere del 2013

Nell’anno appena trascorso, investimenti per  6 milioni di euro. Realizzate infrastrutture attese da decenni “Obiettivi raggiunti. Nonostante le difficoltà economiche che attanagliano anche le aziende pubbliche, il piano di investimenti per  il 2013 è stato ampiamente rispettato”. Il  presidente di Acque Veronesi, Massimo Mariotti, fotografa così l’anno che si è appena concluso.
Anche grazie al supporto economico della Regione Veneto, ed in particolare dell’Assessorato all’Ambiente, l’azienda è potuta intervenire in numerose zone del veronese ancora sprovviste di infrastrutture fondamentali per i cittadini. E’ il caso, ad esempio, del nuovo acquedotto di Belfiore. Fino ad oggi, infatti, i residenti del comune dell’est veronese potevano utilizzare acqua proveniente esclusivamente da pozzi privati. Dall’inizio della prossima estate, circa 3 mila abitanti potranno approvvigionarsi dall’acquedotto cittadino. L’opera, per un investimento di 2 milioni 850 mila euro, prevede la realizzazione di 9 chilometri di rete idrica.
Anche Villa Bartolomea, come Belfiore, è uno degli ultimi comuni della provincia scaligera ancora sprovvisto di un impianto acquedottistico pubblico. Acque Veronesi ha aperto i cantieri per la costruzione del nuovo acquedotto, che avrà un’estensione di 7,5 km.  L’intervento, del valore di 1 milione e mezzo di euro, porterà benefici ad oltre 2 mila cittadini della bassa Veronese. I lavori, partiti a settembre, prolungheranno la rete già presente nel comune di Legnago, che sarà estesa dalla frazione di Vigo fino al centro abitato di Villa Bartolomea. Stop a pozzi privati e falde inquinate anche per gli studenti delle scuole elementari e medie di via Galilei a Nogara. Dopo 30 anni di attesa è finalmente arrivato l’acquedotto anti-arsenico. Non solo acquedotti, ma anche nuove reti fognarie. Quelle di San Bonifacio e Cologna Veneta (l’investimento complessivo delle due infrastrutture è di circa 8 milioni di euro), i cui cantieri sono iniziati la scorsa estate, avranno una grande rilevanza per la popolazione. Il completamento del 1° stralcio del Collettore Est di San Bonifacio servirà a risolvere le criticità legate al sovraccarico delle fognature che nei periodi di intense piogge provocano talvolta perdite ed allagamenti, mentre a Cologna Veneta si colletteranno al depuratore gli scarichi delle frazioni di S. Andrea e s. Sebastiano che fino ad oggi hanno utilizzato vasche imhoff, meno efficaci rispetto al trattamento del depuratore di Cologna Veneta. Nel 2014 Acque Veronesi prevede investimenti per 10 milioni 200 mila euro.

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L'Italia in mano agli stranieri

Gli spagnoli si prendono Telecom, gli spagnoli Alitalia
Va bene attirare gli investimenti dall’estero, ma farsi spogliare dei pezzi strategici e portanti del sistema industriale italiano forse è un po’ troppo, anche per un Paese come l’Italia che non è proprio messo male come la Grecia.

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