Lun11202017

Last updateMar, 14 Nov 2017 3am

Le comunità montane del Veronese esultano: Tari, drastiche riduzioni

Una battaglia lunga 14 anni. Premiati gli sforzi dell’ex assessore al Decentramento Mariotti e dell’allora capogruppo dell’ottava circoscrizione de Landerset.
Grazie alle recenti modifiche del contributo Tari (ex tassa rifiuti solidi urbani), gli abitanti di Cancello, Trezzolano, Moruri Magrano, parte di Pigozzo e di Mizzole (oltre ai residenti di Rivoli, Fumane, Marano, Negrar e Sant’Ambrogio) potranno beneficiare, in base ai conteggi dell’Amia, di una riduzione del 50% della quota fissa e variabile del tributo. Un risparmio significativo per numerose famiglie, reso possibile da una battaglia politica iniziata nel 2000 dall’allora assessore al Decentramento del Comune di Verona, Massimo Mariotti e dall’ex consigliere dell’ottava circoscrizione,  Andrea de Landerset. La riduzione della tariffa è legata al provvedimento del Consiglio regionale (n.72 del 15 giugno 2006) che ha attribuito la  classificazione di “territorio montano” ad una superficie di 1238 ettari sul territorio veronese. Oltre alla riduzione della quota Tari, la Giunta comunale ha stabilito l’esenzione Ici di tutti i terreni agricoli della zona, e analoga delibera è stata adottata con il passaggio all’Imu. Un altro vantaggio per i residenti è la riduzione dei contributi previdenziali (fino al 70%) per i lavoratori autonomi del settore agricolo e per i loro eventuali dipendenti. «Si tratta di un’importante vittoria che, soprattutto in un periodo di forte crisi economica, darà una boccata d’ossigeno agli abitanti di zone da sempre alle prese con particolari difficoltà» ha commentato Mariotti, oggi presidente di Acque Veronesi.

comments

VIVERACQUA HYDROBOND: IL PIANO DEGLI INTERVENTI 2014/2017

Investimenti per 300 milioni di euro, 728 interventi in Veneto a favore di acquedotti, depuratori e sistemi fognari. Mariotti: “Un percorso molto importante, consente interventi altrimenti impossibili”.
Un’opportunità di sviluppo e di crescita per tutta la regione, un Veneto più verde e sostenibile, uno strumento finanziario innovativo. Tutto questo è Viveracqua Hydrobond. Il progetto Hydrobond permette di finanziare, nei prossimi 4 anni, 728 interventi a favore del Servizio Idrico Integrato, in centinaia di Comuni della nostra regione. Complessivamente si tratta di opere che prevedono investimenti per 300 milioni di euro, la metà dei quali finanziati proprio attraverso Hydrobond. A realizzare questo progetto sono stati Viveracqua (consorzio formato da Acque Vicentine, Acque del Basso Livenza, Acque del Chiampo, Acque Veronesi, Alto Vicentino Servizi, ASI, Gestioni Servizi Pubblici, Centro Veneto Servizi, Etra, Polesine Acque, Azienda Gardesana Servizi e Veritas), Finint in qualità di ideatore e strutturatore dell’operazione, Veneto Sviluppo come co-arranger e la Banca Europea degli Investimenti in qualità di investitore principale. “In questi anni – spiega il Presidente di Viveracqua Fabio Trolese – abbiamo sentito parlare spesso della necessità di fare sinergia tra le nostre realtà produttive, in modo da superare le limitazioni date dalle piccole dimensioni e migliorare la capacità competitiva delle aziende. Ecco, noi lo stiamo facendo con Viveracqua, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza del nostro lavoro, fornendo servizi migliori ai cittadini e realizzando gli investimenti che portano benefici ambientali ed indotto economico al territorio”. Con questa operazione la BEI riafferma il proprio impegno a supporto del settore idrico.  Nel periodo 2008-2013, la banca ha erogato oltre 1,3 miliardi di euro nel settore idrico in Italia. L’operazione di Viveracqua rappresenta una novità assoluta che ha permesso alla BEI di finanziare società che, a causa della loro dimensione limitata e rischio creditizio individuale, avrebbero avuto difficoltà ad accedere direttamente alla finanza BEI. L’eccezionalità dell’intervento BEI, che in questa prima operazione ha sottoscritto la maggior parte dei titoli, si giustifica con la necessità di promuovere un nuovo strumento di mercato con l’attesa che possa essere replicato presto anche in altre regioni e che possa coinvolgere altri investitori istituzionali. Da questa sinergia è nato Viveracqua Hydrobond, un’operazione finanziaria innovativa ideata e strutturata da Finint che, mettendo insieme le aziende efficienti del Veneto e sfruttando la nuova normativa sui Minibond, gli strumenti messi a disposizione da Veneto Sviluppo, e le disponibilità economiche della Bei, ha dato la possibilità di realizzare 300 milioni di investimenti in infrastrutture idriche. Il Piano degli interventi prevede complessivamente la realizzazione di 728 opere, il cui valore medio è pari a 400 mila euro. In realtà, nello specifico, si tratta di 367 progetti, la metà del totale, che hanno un costo ridotto e un valore medio pari a 60 mila euro, di 219 progetti che hanno un valore medio di 350 mila euro e 142 progetti del valore medio pari a 1,4 milioni. Se si analizza il costo delle opere, invece, i lavori costeranno 190 milioni di euro, le forniture tecnologiche 60 milioni, mentre 50 milioni sono destinati alle attività professionali. In base a questi dati, si stima che 300 persone saranno direttamente impegnate, per i prossimi 4 anni, nella realizzazione delle opere dal Piano degli interventi. “Si tratta di un percorso molto importante – ha sottolineato il presidente di Acque Veronesi e dell’Assemblea dei soci di Viveracqua, Massimo Mariotti – che vede per la prima volta realizzare finanziamenti che a livello di singola azienda non sarebbe mai stato possibile ottenere. Grazie a queste sinergie sarà possibile ottenere l’accesso al credito per opere che sono attese in Veneto da decenni. In più, questi finanziamenti rappresentano una boccata d’ossigeno per le nostre società in un momento in cui l’accesso al credito è particolarmente complesso”. Da un punto di vista ambientale, le nuove infrastrutture porteranno ad un notevole miglioramento della sostenibilità: saranno realizzati 560 km di condotte di acquedotto e fognatura e si otterrà un evidente aumento della capacità depurativa per 500mila abitanti del Veneto. Il che significa, meno fosforo, meno azoto e meno carbonio presenti nei corpi idrici della nostra regione. Gli investimenti riguardano, infatti, per il 41% interventi a favore delle fognature, per il 23% a favore degli impianti di depurazione e per il 36% a favore degli acquedotti. Se si considerano le tempistiche di realizzazione degli interventi, bisogna notare che 398 progetti sono in fase di progettazione iniziale, 144 in fase di progettazione avanzata e 198 lavori sono già in fase di esecuzione.

comments

Cominciati i lavori per la costruzione dell’acquedotto di Palù

A gennaio la chiusura del primo stralcio dell’opera.  Mariotti: «Un investimento di oltre un milione di euro».  Farina: «Maggiori tutele per la salute dei cittadin
Sono iniziati ad agosto i lavori di Acque Veronesi per la realizzazione del nuovo acquedotto di Palù. Il comune, finora infatti, è stato alimentato da pozzi artesiani privati. Si tratta del primo stralcio dell’opera, il cui costo è di poco inferiore al milione e 100 mila euro e consiste nell’estensione dell’attuale rete acquedottistica del comune di Zevio, da piazza Repubblica (località Volon), fino alle stradi centrali di Palù. Dal punto di vista tecnico, i lavori riguardano l’adeguamento e potenziamento dell’attuale condotta di Zevio, con un’altra in ghisa lunga 2.550 metri; la realizzazione di nuove adduttrici a Palù, (sempre in ghisa) in via Catene, via Bressanine e via Roma (per un totale di 850 metri) e la costruzione di nuove condotte in polietilene ad alta densità in piazza San Giorgio, via I Maggio e via 25 Aprile. Questa prima fase dei lavori interesserà circa 450 abitanti e terminerà a gennaio. Si sta predisponendo inoltre, quanto necessario per utilizzare le economie ottenute fino ad oggi, al fine di estendere ulteriormente la rete acquedottistica a quasi tutte le abitazioni del capoluogo. Tale intervento, una volta approvato, dovrebbe terminare nell’aprile 2015.
 L’importante intervento è stato presentato nella sede di Acque Veronesi, alla presenza del presidente Massimo Mariotti, del suo vice Marco Olivati e del primo cittadino di Palù, Francesco Farina.
«Si tratta di un’opera che i cittadini attendevano da tempo. Palù era infatti uno degli ultimi comuni della provincia veronese non ancora dotato di una rete acquedottistica» ha dichiarato Mariotti «e l’azienda ha compiuto un altro grande sforzo per ammodernare le infrastrutture della provincia. Pur in un momento dove è necessario razionalizzare ogni minima spesa, siamo riusciti a mettere in cantiere un’opera che porterà benefici a circa 1.300 cittadini della Bassa».  Soddisfatto anche il sindaco Farina: «Finalmente l’acquedotto diventa realtà. Grazie all’impegno di Acque Veronesi sarà realizzata questa importante opera che permetterà ai cittadini di Palù un utilizzo più sicuro delle risorse idriche con una garanzia sulla salute delle proprie famiglie. Mi auguro sia possibile terminare i lavori nei tempi previsti. Un grazie al Presidente Mariotti per quanto ha fatto e potrà fare».

comments

Ance Verona e Acque Veronesi insieme per la trasparenza negli appalti. Nel piano 2014-2017 interventi per 48 milioni nei comuni del territorio

Presentato il Regolamento per l’esecuzione in autonomia di lavori, forniture e servizi. Opere pubbliche un’importante risorsa per le imprese. Ribadito il principio della rotazione
Interventi sul territorio per 48 milioni nel quadriennio 2014-2017, il regolamento per l’esecuzione in autonomia dei lavori e una nuova procedura di partecipazione alle gare d’appalto: su questi temi gli imprenditori del settore delle costruzioni e i professionisti si sono confrontati con Acque Veronesi in un incontro che si è svolto nella sede di Ance Verona.
“Acque Veronesi continua il suo percorso insieme alle categorie produttive del territorio. Già dalla scorsa estate abbiamo iniziato una serie di incontri con l’obiettivo di garantire trasparenza e pluralità nell’assegnazione degli appalti pubblici. In quest’ottica l’incontro con i costruttori veronesi è una tappa particolarmente importante”. Lo ha sottolineato Massimo Mariotti, presidente della società consortile che gestisce il servizio integrato in 75 comuni della provincia scaligera, in occasione della “Presentazione del regolamento per l’esecuzione in autonomia di lavori, forniture e servizi”. Il convegno, secondo di una serie di appuntamenti che vedono Acque Veronesi confrontarsi con le associazioni di categoria del territorio, ha affrontato diversi temi che toccano da vicino l’economia veronese: tra questi il piano degli interventi di Acque Veronesi per il quadriennio 2014-2017 (pari a 48 milioni di euro) e il nuovo regolamento per l'esecuzione in autonomia dei lavori, pianificato dal consiglio di amministrazione della società e redatto dall’avv. Giovanni Maccagnani.
È stata inoltre presentata la nuova procedura di partecipazione alle gare d’appalto, di fondamentale importanza per le aziende e i professionisti, interlocutori ai quali Acque Veronesi si avvicina sempre più, puntando sulla trasparenza delle procedure e delle modalità di gestione e sull’applicazione dei criteri di rotazione nell’affidamento dei lavori.  Tra i relatori Francesco Berton e Vincenzo Reggioni, rispettivamente direttore generale e direttore approvvigionamenti, servizi e marketing della società, e l’avv. Gianluca Romagnoli, consulente della Regione Veneto nel settore dei lavori pubblici. “Il Piano di investimenti di Acque Veronesi è importante soprattutto in un momento in cui i lavori pubblici faticano a essere appaltati per la mancanza di risorse e per le note problematiche del patto di stabilità – ha aggiunto il presidente di Ance Verona Fortunato Serpelloni –. Apprezziamo anche il principio della rotazione, anche se a nostro parere dovrebbero essere individuati dei criteri per far ruotare più efficacemente le imprese della provincia”. In chiusura dei lavori il vicepresidente di Ance Verona Damiano Bellè, delegato alle Opere pubbliche, ha ribadito la soddisfazione per aver collaborato all’organizzazione del convegno e alla stesura del regolamento con l’inserimento delle reti d’impresa tra i soggetti che possono chiedere di entrare nell’Albo fornitori di Acque Veronesi. “Auspichiamo che la collaborazione tra le nostre organizzazioni ­– ha concluso Bellè – possa estendersi anche ad altri ambiti oltre alle reti d’impresa”.

comments

Il Presidente del Consorzio ZAI di Verona nominato Presidente dell'Unione Interporti Riuniti

Matteo Gasparato, presidente del Consorzio ZAI Interporto Quadrante Europa, è stato nominato all'unanimità Presidente di U.I.R. - Unione Interporti Riuniti, l’Associazione che raggruppa 23 interporti italiani 
La nascita (dicembre del 2003) dell'unione ha permesso di avere un’unica struttura associativa del settore interportuale con l’intento di puntare proprio su una rappresentatività molto estesa e sul ruolo neutrale che gli interporti sono in grado di assumere per lanciare una strategia ad ampio raggio nel mondo dei trasporti e della logistica.
Una strategia che punta a trasformare gli interporti in nodi intelligenti di una rete integrata, razionalizzando e rendendo efficiente lo scambio di informazioni fra i singoli interporti ed impegnando queste strutture, nate spesso per espresse vocazioni immobiliaristiche e diventate collettori di merce e di traffico, anche in una integrazione fisica e tecnologica.
Lo scopo dell’Associazione è quello di promuovere e sviluppare il traffico intermodale delle merci, nonché la creazione di un raccordo stabile tra gli interporti e tutti gli altri soggetti coinvolti nelle attività logistiche.
Nel corso dell'ultimo anno UIR:
-    ha proseguito il dialogo attivo con i principali enti di riferimento a livello nazionale e regionale e la collaborazione  con altre associazioni di categoria: Assoporti e Assologistica, Assoferr, Sipotra,Confetra;
-    ha partecipato all’avviamento del progetto “Rete LNG Italia Freight” al fine di incentivare l’utilizzo del metano liquido nel trasporto di merci su strada;
-    ha seguito, nel corso della nuova legislatura, l’approvazione alla Camera dei Deputati della Legge quadro sugli Interporti;
-    segue con il Ministero Infrastrutture e Trasporti il progetto Reti TEN-T e nell’ambito dell'attività di Confindustria è coinvolta in comitati tecnici su varie tematiche dello sviluppo economico, reti di impresa ed  internazionalizzazione;
-    ha partecipato alla stesura del documento di sintesi relativo al Piano strategico degli interporti nonché redatto il documento “Il sistema degli interporti italiani nel 2012”.
Aderisce alla UIC-International Union of Railways, associazione tra le più importanti del mondo ferroviario, al fine di implementare ed ottimizzare l’intermodalità che in Italia ha in gran parte sede proprio negli interporti.
E’ di rilevante interesse il potenziamento delle relazioni internazionali avute nel corso dell’anno con particolare riferimento a quelle con il Parlamento e la Commissione Europea.

Le priorità future saranno:
Maggiore incisività nella azione di supporto informativo all'attività legislativa e nella collaborazione con i ministeri,
riportare al centro dell'azione dell'associazione la crescita dell'intermodalità nazionale mediante efficenti collegamenti ai porti italiani,
con una costante e paziente azione di lobby da parte di UIR occorrerà, ad esempio, sia cercare di eliminare, ove possibile, i “colli di bottiglia” infrastrutturali sulla rete ferroviaria che limitano la possibilità di organizzare dei treni intermodali dai porti e dagli interporti del sud Italia verso quelli del nord, sia favorire una maggiore integrazione con il sistema dei porti italiani e con la sua associazione Assoporti,
Parallelamente occorrerà collaborare con le aziende ferroviarie e gli MTO per favorire il rilancio dei traffici intermodali dai terminali interportuali del nord-Italia (che svolgerebbero quindi una funzione di gateway) da e verso quelli del centro sud Italia che quindi potrebbero svolgere una funzione di aggregazione ed integrazione del traffico stesso,
pertanto, come associazione occorrerà prestare estrema attenzione, con personale allo scopo dedicato, alla ricerca di risorse economiche in ambito comunitario per il co-finanziamento di progetti ed infrastrutture interportuali comprese quelle poste sui canali navigabili (ad esempio finanziamenti TEN-T infrastructure projects),
proseguire ovviamente con i rapporti di collaborazione già istaurati da UIR con Assologistica, Confetra, Federtrasporto, Assoporti, Confindustria ed altri al fine di poter acquisire maggiore rilevanza a livello nazionale per una lobby comune su questioni di comune interesse.

Attualmente aderiscono alla UIR 23 interporti:
Bari (Interporto Regionale della Puglia S.p.A.)
Bologna (Interporto Bologna S.p.A.)
Catania (Società degli Interporti Siciliani S.p.A.)
Cervignano (Interporto di Cervignano del Friuli S.p.A.)
Jesi (Interporto delle Marche S.p.A.)
Livorno (Interporto Toscano A. Vespucci S.p.A.)
Marcianise (Interporto Sud Europa S.p.A.)
Mortara (Polo Logistico di Mortara S.p.A.)
Nola (Interporto Campano S.p.A.)
Novara (C.I.M. - Centro Interportuale Merci –S.p.A.)
Orte (Interporto Centro Italia S.p.A.)
Padova (Interporto Padova S.p.A.)
Parma (CE.P.I.M. S.p.A. – Interporto Parma)
Pescara (Interporto di Val Pescara S.p.A.)
Portogruaro (Portogruaro Interporto S.p.a.)
Prato (Interporto della Toscana Centrale S.p.A.)
Rivalta Scrivia (Interporto Rivalta Scrivia S.p.A.)
Rovigo (Interporto di Rovigo S.p.A.)
Torino (S.I.TO. S.p.A.)
Trento (Interbrennero S.p.A.)
Vado Ligure  (Interporto di Vado I.O. S.p.A.)
Venezia (Interporto di Venezia S.p.A.)
Verona (Consorzio ZAI – Interporto Quadrante Europa)

comments