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Paragone: Visto che stiamo cambiando la legge elettorale, aboliamo il Senato

MIMMA COVELLI - Spero che Libero non abbia pagato a Gianluigi Paragone il pezzone sui parlamentari eletti all'estero. Credo che sia stato pubblicato per sbaglio, probabilmente la domenica la redazione del giornale è sguarnita di giornalisti professionisti in grado di accorgersi delle bestialità  scritte dal Paragone. La più macroscopica, la madre di tutte le castronerie, è il ragionamento "visto che si sta cambiando la legge elettorale, approfittiamone per cancellare il voto all'estero". Come a dire "visto che si sta cambiando la legge elettorale, approfittiamone per abolire il Senato". Ma - direte voi - il Senato è in Costituzione e può essere abilito solo a seguito del lungo e complesso iter di riforma costituzionale compreso il referendum finale. Anche i parlamentari eletti all'estero - ad insaputa del Paragone - sono in Costituzione (articoli 56 e 57) e per abolirli occorrerebbe la medesima procedura per l'abolizione del Senato.
Sicuramente c'è almeno un giornalista serio e preparato a Libero in grado di spiegare con calma e qualche disegnino al Paragone che la legge ordinaria che si sta discutendo in questi giorni è quella per il voto in Italia mentre il voto all'estero è regolato dalla legge 459 del 2001 in ottemperanza all'art. 48 della Costituzione ("E' istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge").
Che dire poi di tutta una serie di altri errori del tipo "Agli italiani che si trovano per motivi di studio o di lavoro viene impedito di votare"? Via, un minimo di ricerca e anche un praticante avrebbe evitato di scrivere una balla così.
E' poi curioso che a fare le pulci agli eletti all'estero sia il giornale il cui editore (l'On. Antonio Angelucci), con un indice di produttività dello 0,7% è piazzato al 629° posto su 630 deputati (5,81% di presenze e una sola proposta di legge).
Ed è impressionante che a fabbricare questo castello di sabbia di falsità, inesattezze, numeri buttati lì a casa, ci si siano messi in tre. A dare manforte al Paragone sono intervenuti anche Tommaso Montesano e Paolo Emilio Russo.
Se Libero ha pagato per articolessa ed articoli, vuol dire che ha soldi da buttare. Ne dia un po' a me e mi impegnerò ad elencare tutte le balle una ad una e a correggerle adeguatamente.

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