Mer09202017

Last updateMer, 20 Set 2017 10pm

Alitalia deve continuare a vivere

ANTONIO BRUZZESE (Insieme Argentina) - Le cronache di questi giorni ripropongono il problema Alitalia.
Il costo del lavoro per ciascun dipendente è mediamente di 8 mila Euro in meno rispetto alle compagnie tradizionali.
I costi maggiori appartengono a  EasyJet, Klm, Lufthansa , British e Ryanair.
Il costo del lavoro presso l’Alitalia è diminuito,  negli ultimi 3 anni,  del 19% mentre il carburante è aumentato del 13% ed i servizi esterni del 3%. Non si spiega l’aumentato costo del carburante a fronte del livello costante del barile (mistero!).
La compagnia, su un totale di 122 velivoli, ne è proprietaria solo di 7. Tutti gli altri sono in leasing  che comporta  un costo inspiegabile rispetto ai concorrenti. Nell‘ultimo triennio esso è aumentato del 34%.
I concorrenti hanno, al contrario,  un numero di velivoli in proprietà significativo. Ciascun leasing costa mediamente 2,4 milioni,  Alitalia ne spende 3.6 milioni per aereo. Le banche socie, vedi  Unicredit - vice presidente Montezemolo nonché presidente di Alitalia – richiedono  il 5% di interessi. 
In Europa Alitalia è al terzo posto per puntualità.
Nel 2008, in prossimità delle elezioni, Berlusconi fece fallire la trattativa con Klm e Air France. Voglio una compagnia italiana, affermò !
 Nel 2015 venne annunciata la svolta con l’ingresso di Etihad. Gli arabi comprano il 49%
di Alitalia,  investendo 387 milioni di euro. Renzi annunciò: ora si vola ! Forse pensava agli aquiloni.
Dopo 2 anni le perdite ammontano a un miliardo di EURO. Una conduzione incapace e a favore della parte araba. 
Nel tempo Alitalia viene spolpata da una pletora di MANAGER. Siamo a 10 miliardi di euro, sufficienti a comprare l’intera Lufthansa.
Giancarlo Cimoli è il simbolo degli sprechi. Nel 2004 a.d. promette il risanamento della compagnia  entro il 2008. Il risanamento effettivamente  realizzato è stato tuttavia il suo. Condannato a 8 anni e 8 mesi per bancarotta,  nel bel  mezzo delle macerie della compagnia,  intascava uno stipendio di 2,8 milioni di Euro. Poi altri 3 milioni come buonuscita.
Grandi dirigenti che hanno solo fatto i loro interessi. Girando da un incarico all’ altro senza alcun merito.
Unici risparmi certi attuati da ultimo: il caffè, la merendina e i fazzolettini imbevuti a bordo.
Una nota particolare va ai sindacati. La mia meraviglia non deriva dalla promozione di un referendum,  ma dal semplice fatto che  sia venuto loro in mente. Come  si possono chiedere ai lavoratori licenziamenti, cassa integrazione e una riduzione del 25% del salario? Purtroppo, non hanno più il senso della realtà e non rappresentano più nulla.
Attenzione  Per Lufthansa ci sarebbero, in Alitalia 3 mila esuberi. In Alitalia dunque lotta senza timori. Occorre cacciare incapaci e disonesti .
In Italia transitano 64 milioni di persone. E’ un delitto liquidare una compagnia con piloti e personale di assoluta eccellenza

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Emigrazione italiana e immigrazione

ANTONIO BRUZZESE (ex responsabile della CGIL in Argentina, Pres. Insieme Argentina, Pres. onorario Circolo Sandro Pertini Rosario) - In occasione dell’anniversario del disastro di Marcinelle, autorevoli esponenti delle Istituzioni hanno fatto accostamenti, a dir poco approssimativi, direi persino offensivi tra l’ondata migratoria verso l’Italia e l’emigrazione italiana.
L’Italia ha vari primati. Le persone in povertà totale sono oltre 5 milioni, mentre il totale di coloro i quali vivono sotto la soglia di povertà arriva a 12 milioni:
- abbiamo il primato di disoccupati, l’Europa il 7/8 %, l’Italia dal 30 al 35 %;
- siamo il primo paese per corruzione;
- le disuguaglianze si ampliano sempre più, 207 mila italiani – l’1,2% della popolazione- detiene il 22% della ricchezza;
- milioni di pensionati spendono parte della pensione per curarsi, 12 milioni di loro non si curano affatto;
- la sanità pesa agli italiani per oltre il 32% del costo globale, secondo l’ultimo rapporto del Censis.
Passionarie e travestiti da Arcangelo Gabriele predicano che la massiccia immigrazione è per noi una fortuna: oltre duecentomila in poco tempo, con punte di dodicimila arrivi in un solo giorno.
I rifugiati vanno esaminati con attenzione. Una volta accertato lo stato di rifugiati, vanno accolti senza se e senza ma. Invito i giocatori delle 3 carte a prendere nota del fatto che in Italia vi sono già 5 milioni e mezzo di immigrati.
Ora, però, i veri rifugiati politici non arrivano alle 3 / 4mila unità. Il 95% sono uomini e non donne e bambini.
In molti casi la cronaca parla di spacciatori , venditori abusivi , ladri, scansafatiche di ogni specie. Assaltano spesso le forze di polizia e se non hanno WIFI e i pasti di loro gradimento devastano i luoghi di accoglienza e gli alberghi .
Le ONG, che, cara Presidente Boldrini, nessuno ha criminalizzato, devono rispettare le regole. Appare certamente curiosa la presenza di 14 grandi navi di OND della Spagna, della Germania e della Francia (ci si chiede con quali risorse?) che andavano a caricare migliaia di disperati nelle acque territoriali libiche, per trasportarli tutti ed unicamente in Italia.
In assenza di una loro effettiva integrazione, continuare ad accogliere produce dei disastri inimmaginabili. Purtroppo, ci troviamo di fronte ad un fenomeno con un giro di diversi miliardi. E anche la Chiesa fa la sua parte.
Minniti sta indubbiamente operando tentativi, ma si trova subito di fronte a varie gambe tese. Il Min. Del Rio afferma che deve entrare anche lui nell’operazione, in quanto titolare delle infrastrutture e che tutti vanno accolti.
Caro Ministro Del Rio, si occupi piuttosto di non farci cadere in testa i viadotti sulle autostrade! Ci spieghi, inoltre, anche il motivo per cui la Tav in Italia costa 61 milioni di Euro al km, mentre in Spagna 9 e in Francia 10.

EMIGRAZIONE ITALIANA VECCHIA E NUOVA
Le navi stracolme di emigrati partivano da Genova, Napoli , Palermo. Il biglietto se lo pagavano loro. In Brasile nei campi di caffè gli italiani erano inquadrati di un livello sotto i neri (1860 ).
Arrivavano in Uruguay e Argentina. Dopo la visita medica, venivano assegnati loro un terreno, una vacca ed un sacco di semi.
Come ricordava Giuseppe Di Vittorio parlando dei braccianti pugliesi, i nostri emigrati lavoravano “ da sole a sole “.
Essi hanno fatto grande l’ Argentina che oggi produce alimenti per 350 milioni di persone . Senza gli italiani non sarebbe quel grande paese che ora è. Ciò vale anche per l’Uruguay , Brasile e altri numerosi paesi dove gli italiani si sono distinti per il loro lavoro.
Migliaia i morti nel lavoro, compresi bambini, come documenta Marcinelle, dove in miniera, per passare nei cunicoli più stretti, venivano utilizzati ragazzi di 8/9 anni.
Gli italiani emigrati privi di fortuna, se rientrano in Italia, devono aspettare 10 anni di residenza per avere il diritto all’ assegno sociale.

NESSUNO PARLA DELLA NUOVA EMIGRAZIONE
Se ne sono andati 250mila giovani in tre anni, praticamente lo stesso livello del dopoguerra. Un esodo ! Anche loro sono partiti con le lacrime agli occhi, pagandosi il biglietto. Chi si occupa di loro? Chi descrive come lavorano, come vivono nei campi dell’Australia nel raccogliere frutta e ortaggi? Chi si è mai preoccupato di seguire i fenomeni di alcolismo e di suicidi, specie a Londra e in Germania ? Non certo gli inutili, inconcludenti eletti all’estero. Perditempo che votano sempre per eliminare alcuni diritti degli italiani all’estero, mentre difendono i loro vitalizi
preparandosi per il terzo mandato. Tutti a casa! E i patronati? Non interessano, non esiste punteggio e non si può imbrogliare, come nella gran parte dell’attività all’estero.
I giovani che abbandonano il nostro paese rappresentano un patrimonio considerevole sia in quanto intelligenza e capacità. Costi enormi per la loro formazione e loro se ne vanno.
Il vero incentivo potrebbe essere quello di dare alle imprese un bonus per ogni giovane che rientra e viene assunto in modo stabile.
L’accostamento tra l’assalto di oggi e l’emigrazione italiana è un errore oltre che un’ offesa. Ho letto documenti del Cgie e le dichiarazioni del Segr. Michele Schiavone. Mi chiedo: ma, dove eravate quando in Svizzera su molti locali pubblici appariva il cartello “ vietato l’ingresso agli italiani “ e si istituivano le classi differenziate? Migliaia le baracche dove gli italiani vivevano con discriminazioni e umiliazioni di ogni genere.
DOVE ERAVATE ?
Sulla previdenza e sulle manovre per cancellare le maggiorazioni sociali nei paesi non europei farò a breve una nota specifica.

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Lettera a Berlusoni di Augusto Sorriso: Se ci sei batti un colpo

AUGUSTO SORRISO - Sempre meno riesco a districarmi tra i meandri della politica italiana. Da una parte quel che avviene nella sinistra può essere considerato il risvolto di una sconfitta elettorale, seppur da prendere con le pinze, in quanto quelle passate sono elezioni amministrative e nulla più; dall’altra i 5stelle, che continuano a chiedere una legge elettorale proporzionale, in quanto non sono ancora presenti nella società civile con persone di un certo spessore e quindi come per le amministrative con una legge “maggioritaria” nei collegi raccoglierebbero molto meno del loro potenziale elettorale; tutto questo è del tutto comprensibile. Ma non riesco a capire gli attori del centrodestra ed in particolare Berlusconi.

Il dato elettorale, seppur parziale, lascerebbe ben poche vie di riscossa al Presidente, che però preferisce essere presente come “ago della bilancia” e non come reale protagonista a tutto campo della politica italiana. Insomma, per fare una paragone da “Prima Repubblica” è passato dall’essere DC o PCI a “Partito Repubblicano” (con tutto il rispetto per il PRI ed i suoi illustri esponenti). Decisivo nella sua marginalità.

Mi chiedo come possa pensare ad un proporzionale quando col maggioritario (unica legge che consentirebbe una certa stabilità) con un 32/% alleato con Matteo Salvini e Giorgia Meloni potrebbe avere la maggioranza assoluta in tutti e due i rami del Parlamento.

Una legge elettorale si fa in funzione della governabilità e della rappresentanza (criteri ormai dimenticati da questa ignobile classe politica, protesa solo alla poltrona tramite la nomina). Ricordo che nel 2001 in Sicilia col 35% ebbe il 100% dei seggi. Dovrebbe cogliere al volo la proposta del PD che si dice propenso al maggioritario. Meglio stare a fare da stampella a Renzi o a confrontarsi con Salvini?

Forse Berlusconi è tentato dalla politica dei due forni di Craxiana memoria, ma sarebbe cedere a Salvini la leadership del centrodestra e diventare il novello Alfano che tanto lui depreca. Sarebbe politica da viale del tramonto indegna di un uomo di caratura politica superiore. Perché lo dovrebbero votare? Tanto vale votare per Renzi o Salvini e Meloni.

Conquistare una vittoria che lo ripagherebbe delle mortificazioni avute dal partito di Renzi è un’occasione unica che gli consentirebbe di finire una carriera da primo attore e trionfatore. Perdere con dignità lo renderebbe ancor di pi “uomo di Stato”. Ma lui si culla sul proporzionale, che al massimo gli consente di essere una buona comparsa, tradendo quanto ha affermato per 25 anni. Che però conviene ai suoi “giannizzeri” in cerca di una poltrona sicura da nominati. Insomma, pochi ma ben seduti.

Che si affanni invece a trovare un bel candidato a Primo Ministro (il riflessivo Toti o l’estroverso Sgarbi). Seppure personalmente Salvini ha la mia simpatia e stima, non so se l’Italia sia pronta ad un premier della Lega, che sono convinto Matteo traghetterà su posizioni più vicine alla maggioranza degli italiani.

C’è bisogno di un volto nuovo che esca dalla palude della “corte dei miracoli” quale è oggi FI (con le dovute eccezioni).

Non capisco poi la “campagna acquisti” di Berlusconi, che riporta in Fi traditori senza voti togliendo spazi (sia con questa legge che con una diversa) a nuovi elementi che, come dimostrato alle Amministrative, portano aria fresca e non puzza di futuri tradimenti.

Berlusconi deve sfoltire, non affollare la sua “Corte”. Tra l’altro, ribadisco, non sono portatori di voti e se eletti non danno nessuna garanzia di linearità politica. L’unica operazione che a prima vista potrebbe essere utile è quella della signora Fucsia Nissoli, eletta con le preferenze. Ma anche lei ha cambiato un numero ormai infinito di casacche. Quale vantaggio porta al Cavaliere dal punto di vista dell’immagine? E qual è la garanzia di fedeltà?

Berlusconi chieda a Merlo, a Monti, a Casini, a Giro, ad Alfano. Comunque stia tranquillo anche l’amico Marco Fedi, restituiremo la signora Nissoli alla famiglia (come abbiamo già fatto con altri) a fare quel che lei ha sempre sostenuto di saper fare: le torte.

Il buon Vittorio Pessina, senatore responsabile degli Italiani all’estero per Forza Italia, la definisce “azzurra”, ma lei è Fucsia, un nome che tradisce la sua ambiguità di colore politico. Poi chiedere al movimento di Ricardo Merlo (MAIE) un contributo per farla rieleggere è il massimo della fantasia (solo per essere educati). Gli Americani (intesi come elettori di un Continente) hanno buona memoria e sanno dare risposte.

Nissoli ci ha propinato che non può stare in una maggioranza che con la legge dello “ius soli” si è dimenticata degli italiani all’estero. Ma questa legge è stata già votata alla Camera dei Deputati da oltre un anno e non ci ricordiamo che la nostra “eroina” abbia fatto nella sua Camera di competenza le barricate; anzi, forse l’ha votata pure.

Per quattro anni e mezzo ha votato tutte le leggi scellerate contro coloro che l’hanno portata in Parlamento. Ma oggi c’era da trovare un rifugio che le possa dare una speranza ed il Cavaliere non si stanca di avere tra le sue truppe sempre più trasformisti.

Tralasciando ora il caso marginale (per la politica italiana) della Nissoli e tornando a temi più seri ed importanti, attraverso ItaliaChiamaItalia, da sempre un punto di riferimento anche per chi è vicino al mondo azzurro, desidero rivolgere un invito al Cavaliere: caro presidente Berlusconi, non sia ambiguo, torni quello del ’94, si liberi del codazzo di ormai impresentabili che FI quotidianamente ci propina sul piccolo schermo, dia spazio – come lei stesso sostiene da tempo – alla società civile.

Coloro che oggi rappresentano Berlusconi sono professionisti della politica senza alcuna competenza politica. Nel ‘94 ci presentò il meglio della società civile italiana. Una nuova generazione è pronta, ma non può essere affiancata da impresentabili personaggi. Salvi i pochi che danno ancora un po’ di prestigio (veramente pochi) e presenti nei collegi o nelle liste (con preferenze) nuova linfa e tornerà ad essere il vero protagonista della politica italiana. Se invece pensa di riproporre questi tristi personaggi nelle liste bloccate, non credo supererà il 10%. Le Amministrative hanno segnato una via di non ritorno, non capirlo per una intelligenza come quella di Berlusconi sarebbe veramente imperdonabile.

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Non ci si metta anche il CGIE a paragonare i nostri emigrati con i clandestini africani ed asiatici

GIAN LUIGI FERRETTI - Ho letto con un po’ di amarezza e tanta delusione un comunicato del Segretario generale del CGIE, quello che dovrebbe essere il massimo organismo di valorizzazione e tutela degli emigrati italiani.
Ma come? Tre personaggi, due dei quali addirittura da Marcinelle, insultano i milioni di nostri emigrati e Michele Schiavone accorre a difenderli da chi li critica per questo vergognoso atteggiamento?
Siamo alle solite: quando uno del PD si trova di fronte al bivio fra gli autentici interessi degli italiani nel mondo e quelli del partito, automaticamente prende la seconda strada. Mi dispiace particolarmente per la stima, e anche l’affetto, che provo per Michele. Ma, a quanto pare, l’ordine di scuderia è di tirare acqua al mulino dell’accoglienza.
L’8 di agosto le tre cariche principali della Repubblica Italiana intanto si sono guardate bene dal citare la Giornata del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, istituita con legge dello Stato 16 anni fa. E già questo la dice lunga. Ma, non contenti, si sono lanciati a paragonare le vicende dei connazionali emigrati in Belgio e quelle degli africani e asiatici in arrivo sulle nostre coste.
Ma lo sanno Mattarella, Grasso e Boldrini che i nostri giovani andavano in Belgio perché il governo di quel paese richiese manodopera all’Italia? Dopo lunghe trattative, il 20 giugno del 1946 fu firmato un accordo bilaterale che prevedeva l’invio di 2.000 lavoratori italiani ogni settimana, destinati alle miniere. Noi, in cambio, avremmo ricevuto una fornitura di combustibile fossile.  Insomma la nostra emigrazione è stata programmata e richiesta.
Chi era interessato, rispondeva ad un bando dell’Ufficio di Collocamento e quindi veniva chiamato ad una prima visita medica. Poi partiva in treno, il viaggio poteva durare anche 52 ore. All’arrivo subiva un’altra visita medica, molto più accurata e veniva alloggiato in baracche dove fino a poco tempo prima erano stati detenuti i soldati tedeschi catturati. Altro che hotel trasformati in centri d’accoglienza, persino il Cara di Mineo sarebbe stato preferibile.
Integrazione, corsi di formazione? Ma quando mai! I neo minatori venivano sprofondati nell’inferno della miniera senza alcuna preparazione e, se qualcuno non reggendo il trauma o terrorizzato dalla caustrofobia, si rifiutava di scendere di nuovo, veniva sbattuto in galera per rescissione di contratto e poi espulso. Per lui non c’era la possibilità di ricorso con l’assistenza di un avvocato gentilmente pagato dallo Stato ospitante.
Fa davvero male che anche il capo del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero si accodi alla banda di ignoranti (nel senso che ignorano), di superficiali o di speculatori interessati al business dell’”accoglienza” che continuano a recitare il copione “Quando gli emigrati eravamo noi”.
Sia perché i nostri emigrati erano come quelli di cui ho parlato finora. E sia perché anche oggi centinaia di migliaia di italiani, in gran parte giovani, stanno emigrando. Quando arrivano alle frontiere, devono esibire un documento valido e, una volta arrivati, nessuno gli regala “poket money”.
Sarebbe molto più utile fare chiarezza, ad esempio, fra
a)    immigrati regolari, che lavorano e pagano le tasse, e possono essere una risorsa per l’Italia;
b)    profughi che scappano da situazioni di guerra e comunque di pericolo, che vanno accolti ed integrati;
c)    immigrati irregolari che arrivano senza documenti da Paesi come la Nigeria quando addirittura non dal Pakistan, lontanissimo da noi.
Senza tirare in ballo gli emigrati italiani che sono andati, con regolare passaporto e pagandosi il biglietto, a lavorare in zone spesso disabitate perché richiesti, poiché siamo ad agosto mi viene in mente che, seguendo i percorsi mentali, dei “paragonatori”, si potrebbe dire che coloro che arrivano con i gommoni sono come i turisti italiani che stanno arrivando sulle coste di tutto il mondo in questo periodo.
Siamo seri, via.

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Sistema elettorale: Avete capito perchè è saltato tutto?

Molto meglio essere sudtirolesi piuttosto che italiani all'estero

MARCO ZINI - Ve lo spiego bene. Il PD si era fatto garante con la Suedtiroler Volkspartei che in Trentino Alto Adige  sarebbe continuato ad essere in vigore il Mattarellum, il sistema elettorale che nel resto d'Italia non è più in vigore da ben 12 anni perchè nel 2005 fu introdotto il Porcellum e poi arrivò l'Italicum.
E perchè il Mattarellum? Perchè questo sistema prevede otto seggi maggioritari, vale a dire che il candidato più votato ottiene il seggio; ad essi si aggiungono 3 seggi proporzionali. E quindi nella provincia di Bolzano il Mattarellum assicura alla SVP tutti i seggi.
Insomma il PD si era schierato a difesa degli interessi di quegli splendidi cittadini che si sentono austriaci, si esprimono in tedesco e si ostinano a chiamare Sud Tirolo l'Alto Adige.
Così  apriti cielo quando l'emendamento dell'On. Micaela Biancofiore, che elimina i privilegi della SVP, è stato approvato! Gli austrofili uguali al resto degli italiani? Non sia mai!
Mi viene da pensare al trattamento riservato invece ai cinque milioni di italiani all'estero, che non si sognano neppure di chiedere privilegi. No, si accontenterebbero di avere per quano possibile un trattamento simile al resto dei cittadini.
Ma per loro il PD non schiera le sue truppe. Anzi, il loro governo non fa che trattarli a pesci in faccia.
Chissà che agli italiani nel mondo non convenga dichiararsi Sud Austriaci?

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