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Last updateMar, 25 Lug 2017 6pm

È morto d'infarto il Console di Mendoza

Era stato nella Segreteria del CGIE
Lunedì è deceduto a 60 anni Pasquale Pede, il Console italiano di Mendoza.
Pasquale Pede, nato a Montenero Valcocchiara (Isernia) e laureato in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma, aveva prestato servizio in Spagna, Etiopia, Lussemburgo e Svizzera. Era molto conosciuto dagli italiani all'estero per essere stato Capo Sezione della Direzione Generale per gli Italiani all' Estero e le Politiche Migratorie e poi nella Segreteria della stessa Direzione, ma soprattutto per il suo lavoro nella Segreteria Esecutiva del CGIE.
Pasquale Pede, che era Console a Mendoza dal 2011, ha avuto un infarto i mentre pedalava sulla mountain bike nella zona di Villavicencio assieme ad amici imprenditori; caduto al suolo, è stata subito chiamata l'ambulanza, ma non si è riusciti a salvargli la vita.

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Un senatore del PD sta dando il colpo di grazia ai patronati

Rischia di essere scavalcato (ma non credo che gli dispiacerebbe) Gerardo Petta, Consigliere del Comites di Zurigo, che sta portando avanti la sua battaglia per l'ineleggibilità nei Comites degli esponenti di patronato. La campagna intrapresa da un senatore del PD, residente in Svizzera anche lui, potrebbe risultare nell'eliminazione addirittura dei patronati. Il Sen. Claudio Micheloni, presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato, ha perso la pazienza. Il Ministro del Lavoro Poletti dovrà presentarsi in audizione a fornire spiegazioni e chiarimenti sulle tante irregolarità (mandati inesatti o incompleti, documentazione carente o addirittura assente, pratiche non finanziabili, duplicate, o rimaste senza esito) del sistema patronati all'estero oppure i risultati dell'indagine del Comitato finiranno alla Procura della Repubblica.
Poletti dovrà spiegare come mai non ci sono stati, o sono stati carenti, i controlli che il suo ministero per legge avrebbe dovuto fare per legge e non ha fatto o ha fatto in maniera del tutto insoddisfacente.
Il grosso della torta (circa il 60%) se lo pappano Inca-Cgil, Ital-Uil, Inas-Cisl e Acli.
Tantissime sono le irregolarità emerse dall'indagine del Comitato che vuole vederci chiaro su come vengono impiegati le cospicue somme devolute dallo Stato ai patronati ell'estero (circa 35 milioni, ovvero il 12% degli oltre 300 milioni destinati alle centrali di patronato). La spartizione tra i vari patronati avviene in base al numero di uffici aperti all’estero e al numero di pratiche effettuate a beneficio dei nostri emigranti. Ogni pratica, un punteggio molto più alto di quello in Italia per cui il business viene alimentato anche facendo passare migliaia di pratiche provenienti dagli uffici italiani come lavorate oltreconfine.
Il caso più eclatante è stato il famigerato "caso Giacchetta" dal nome del direttore dell'INCA-CGIL di Zurigo che, tra il 2001 ed il 2009, si intascò l'intero importo pensionistico complementare dei pensionati che avevano dato mandato al patronato per il disbrigo delle pratiche di pensione. Ironia della sorte il Giacchetta era Consigliere del Comites di Zurigo proprio come Gerardo Petta.
Noi, e solo noi, per molto tempo fummo gli unici in Italia a raccontare la vicenda, ora finalmente sono molti ad avere aperto gli occhi e ad avere il coraggio di denunciare. Chiedemmo invano pubblicamente alla CGIL di sanare la situazione venendo incontro ai danneggiati, ma la potente centrale sindacale ci rispose indirettamente con arroganza: "Non sono fatti nostri, noi non c'entriamo, se la prendano col sig. Giacchetta".
E, quando i tribunali svizzeri hanno sancito il diritto al risarcimento per i pensionati, l'INCA-CGIL svizzera ha dichiarato fallimento e la la sede nazionale dell’INCA-CGIL ha chiuso le sedi in Svizzera. Anche i tribunali italiani si stanno occupando del caso, putroppo con la solita lentezza.
Il Ministro farebbe bene a convocare subito i patronati e insieme stabilire un'accurata pulizia per il passato (compresi i risarcimenti per casi come il "caso Giacchetta") e un ferreo sistema di controlli per il futuro. Altrimenti potrebbe essere la Giustizia a decretare la fine del sistema dei patronali.

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Pasqua in aeroporto

C'è qualcuno che glielo spiega a quelli della Farnesina che è una follia convocare la prima Assemblea Plenaria del nuovo CGIE nella settimana di Pasqua?
Specialmente chi viene da oltreoceano dovrà passare Pasqua in aereoporto. Si pensi che il Comitato di Presidenza dovrebbe riunirsi addirittura Giovedi Santo e Venerdì Santo.

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Un italiano all'estero fra i 12 fondatori di una banca etica in Grecia

In una Grecia martoriata da una austerità sociale e economica senza precedenti i greci non mollano!
E nasce una Banca Umana,anzi La mia Banca Umana!(My Human Bank)
L'idea innovativa e pioneristica per gli annali bancari in Grecia nasce proprio a seguito di un sentimento di ingiustizia sociale alla quale sono giornalmente sottomessi i cittadini greci.
Ma invece di continuare a disperarsi decidono di dare vita ad una nuova banca che ritorni ai veri significati e valori bancari di una volta nei quali i cittadini riponevano i loro risparmi, e la banca poi li utilizzava per finanziare e aiutare piccole e medie imprese a svilupparsi con riflessi positivi verso la società intera e le economie locali e nazionali.
My human bank è un'idea innovativa che capovolge i significati su ciò che ormai sono diventate le banche attuali.
Il suo epicentro è l'uomo e si prefigge di riportare sviluppo, redditività a medio e lungo termine e combattere una povertà sempre più diffusa negli ultimi anni e si vuole dimostrare che gli strumenti economici sono neutri e da un uso corretto di essi possono derivare progetti, iniziative e proposte in grado di garantire reale benessere a tutta la comunità; dall’altro lato, l’intento è quello di fornire indicazioni pratiche con assistenza gratuita su tutte le modalità e procedure tecnico burocratiche per la costituzione di una attività produttiva e commerciale sul territorio, in modo che chiunque possa essere facilmente messo in condizione di praticare realmente l’alternativa.
L’obiettivo è quello di rendere un settore spesso accessibile solo a pochi privilegiati – grandi investitori, gruppi finanziari, enti e fondazioni o comunque soggetti con ampie disponibilità di denaro – alla portata di tutti.
La nuova banca da persone che si ispirano a principi morali giusti e condivisibili, fornisce servizi analoghi a quelli degli istituti di credito tradizionali ma eliminando tutte le storture che conosciamo e che hanno portato la stragrande maggioranza di noi a diffidare di banche e bancari.
Le linee guida riguardano in particolare finanziamenti e prestiti agevolati nel settore primario agroalimentare ma anche nel terziario relativo a nuove imprese, start up e informatica.
Non si applicheranno ipoteche e altri gravami sui mutui erogati.
Il tasso complessivo in linea di massima per i mutui sarà stabile al 4% netto senza alcun altro onere.
La Banca assumerà con precedenza persone disabili e cittadini alla ricerca del primo impiego, e verranno assunti con contratti nazionali ma con bonus sulla redditività della banca stessa.
Inoltre la Banca gestirà nelle 13 regioni della Grecia 13 supermercati con prodotti prevalentemente agroalimentari locali venduti a prezzi nettamente inferiori della concorrenza.
In simbiosi con le 13 agenzie bancarie locali i supermercati saranno autogestiti dalla banca stessa.

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A Ginevra pessima figura degli onorevoli Garavini e Tacconi

GERARDO PRETTA (Comites di Zurigo) - A Vernier, nei pressi di Ginevra, lo scorso 29 gennaio si è svolto un incontro tra i parlamentari della ripartizione Europa e la comunità italiana, come è stato abbondantemente documentato dalla stampa dell’emigrazione.
Erano stati invitati  i  sette parlamentari  eletti nella suddetta ripartizione, nessuno escluso,  ma  all’evento erano presenti solo in  tre , tra cui  la “saputella” on. Garavini e  il suo “delfino”,  l’on. Tacconi, tutte e due del PD.
Solo questo dato è un particolare molto grave per gli assenti, che non hanno aderito a uno dei pochi inviti organizzati dagli italiani che vivono in Svizzera e in questo caso dal Signor Vaccaro che si era dato tanto da fare per portarli nella sua Ginevra.
Infatti,  il sen. Micheloni (PD), il sen. Di Biagio (Area Popolare), l’on. Picchi (Forza Italia) e l’on. Caruso (ex Area Popolare, ora si è  creato   un nuovo partito tutto per sé, di cui non ricordo  nemmeno il nome), se    ne sono infischiati, declinando l’invito.
La collettività italiana che  avrebbe voluto essere informata  sulla legge di stabilità 2016, da poco approvata in Parlamento, e porre alcune  domande riguardanti le problematiche dell’emigrazione agli eletti del centrodestra e del centrosinistra,  è rimasta delusa.
Eppure, durante la campagna elettorale in cui dovevano chiedere il voto, andavano e si intrufolavano dappertutto, ce  li trovavamo, addirittura,  davanti alla porta di casa, ma a questo evento, la maggioranza,  non c’era.
Assente non giustificata!
Analizzando i loro interventi,  in particolar modo quelli dell’on. Garavini che ha difeso in tutto e per tutto l’operato del premier Renzi, insieme all’on.Tacconi, c’è solo da mettersi le mani nei capelli per le baggianate uscite dalla loro bocca.
Aver considerato soddisfacenti se non addirittura ottimi i risultati raggiunti dal governo e dal PD  per gli italiani che vivono all’estero, in base  all’attuale legge di stabilità, come dover continuare a pagare la tassa sull’IMU, tranne per i pensionati che erano già stati esentati  dalla legge di stabilita del 2015, con l’unica nuova  variante di non dover pagare anche   la TASI (la tassa comunale sulla manutenzione delle strade e l’illuminazione del comune), è una vergogna.
Si sono create in questo modo  due categorie di italiani residenti oltreconfine, i pensionati, equiparati agli italiani che vivono nella nostra penisola, e tutti gli altri che invece devono farsi carico di questa incostituzionale e discriminante  tassa sulla prima casa.
Inoltre, per quanto riguarda il canone RAI che dovremmo pagare dal prossimo luglio nella bolletta della luce, a parte che si dichiari con un apposito modello che  non si abbia un televisore nell’abitazione in Italia, oppure  si è ultra 75 enni, anche su questa ingiusta tassa i nostri “lodevoli” parlamentari non hanno ottenuto ancora niente di concreto per far rettificare questo ulteriore assurdo tributo.
D’accordo che viviamo in Svizzera, ma considerare la collettività italiana solo delle mucche da mungere per le casse dello Stato è insopportabile e inaccettabile.
Quello che dà fastidio è che chi ci ha confezionato questo costoso pacchetto di tasse è un certo Signor Renzi, insieme al suo  Partito (anti) Democratico, e tutte le altre forze politiche  che appoggiano un  premier  non eletto dal popolo.
Comunque, non posso non escludere da forti critiche i partiti  di opposizione  che, divisi da profonde e interne guerre intestine, hanno permesso a Renzi di impadronirsi dell’Italia, senza il consenso popolare.
Oggi, il nostro “abusivo” premier, ha perso molti consensi iniziali che l’avevano osannato   come il  nuovo “deus ex machina” che avrebbe risolto  tutti i nostri problemi.
A dir la verità, i problemi li ha risolti, ma quelli personali di suo padre e del padre del suo braccio destro, la ministro Boschi.
Con Renzi la situazione economica italiana non è per niente  migliorata e i  giovani sono costretti ad emigrare per trovare un posto di lavoro, mentre Renzi sta sistemando tutti i suoi amici nei posti nevralgici dell’amministrazione Italia.
D’altra parte è difficile far cambiare opinione a qualcuno che si mostra cocciuto  come un asino, nell’andare avanti per la sua strada senza tener conto di tutte le forze politiche del  Parlamento italiano, che  quando  s'impunta, scalcia  ed  elimina chi lo critica, perché  non vuole ascoltare che se stesso e i suoi sponsor, considerandosi  il più bravo,  il più bello e il più capace.
La realtà, però, è che l’Italia è allo sbando!
Ritornando ai nostri due  parlamentari  e non volendo spendere altre parole superflue su di loro, dico solo che se a governarci è un asino, figuriamoci chi lo esalta e si compiace con lui per gli ottimi risultati raggiunti.
Di conseguenza,  anche voi, illustri onorevoli  Garavini e Tacconi, con le vostre irritanti  risposte alla comunità italiana presente all’evento, avete confermato di essere degni membri della fattoria  dei “somarelli” di Renzi.  A Ginevra avete  solo ragliato in modo sgradevole.
Non ci resta, a questo punto,  per il nostro bene che eliminare la Circoscrizione estero come possibilità di scelta dei  nostri rappresentanti, senza però toglierci il diritto  di poter votare, invece, per il nostro collegio di appartenenza  in Italia, nelle cui liste elettorali siamo iscritti.
È l’unica via d’uscita, ma dovremmo  abbandonare gli “asini” e affidarci a qualche cavallo di razza per ritornare  una Nazione  vincente  e  rispettata  in Europa.

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