Lun11202017

Last updateMar, 14 Nov 2017 3am

I soprammobili della Garavini

Cari italiani in Italia e nel mondo,
siete chiamati a votare per una riforma della Costituzione che trasformerà il Senato della Repubblica in una vetrina di soprammobili. Se passerà, il Parlamento sarà formato da 630 deputati e da  100 soprammobili.
Lo afferma un fanatico sostenitore del NO? Macchè, lo dice un parlamentare dell'Ufficio di Presidenza alla Camera. L'On. Laura Garavini ha scritto su Facebook: "La Camera sarà l'aula che conta e decide. I rappresentanti degli italiani all'estero devono stare tra quelli che decidono o tra i soprammobili?"
Più chiari di così...
Quindi il nucleo fondamentaledella Riforma della trimurti Napolitano-Renzi-Boschi consiste nel trasformare un'Aula parlamentare in un'inutile vetrina di soprammobili. Soprammobili con lauto stipendio, privilegi e immunità.
Alla faccia del caciocavallo, direbbe Totò.

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Elena Cinquegrana nominata Coordinatrice MAIE Heilbronn

Anna Mastrogiacomo, Coordinatrice del MAIE Europa, ha nominato Coordinatrice di Heilbronn Elena Cinquegrana, nata a Napoli e trasferitasi nel 2001 in Germania per scelta d’amore.Con il suo compagno ha realizzato una bellissima famiglia con tre bambine meravigliose, Federica, Ludovica e Valentina che vivono una doppia cultura, quella tedesca, luogo in cui sono nate e vivono e quella italiana, anzi napoletana. Ha conseguito il Diploma Magistrale e Maturitá professionale di assistente presso le comunitá infantili e poi la qualifica di operatore di telemarketing.
In Germania ha continuato la sua intensa attività lavorative e politica iniziata a Napoli. Attualmente collabora e sostiene “ Eden, Wedding und event partner” insieme alle amiche Antonietta Napolitano e Rosaria Langella.
Elena Cinquegrana è una persona solare e attiva che porta avanti i valori della famiglia e dell’italianità con mente aperta ma ferma sui principi. Creativa,  dinamica, disponibile, attenta e riflessiva ma anche positiva e propositiva…insomma sembra fatta proprio per appartenere alla grande famiglia del MAIE!

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Si riapre l'Ambasciata di Santo Domingo: grande vittoria del MAIE

Scrive Gerardo Petta su Facebook: "Un grande risultato del Maie ottenuto con caparbietà e intelligenza nell'interesse della comunità italiana all'estero. Far riaprire um'ambasciata, dopo che il governo l'aveva chiusa, è come riconoscere di aver fatto un grave errore. Bravi, bravi, bravi!!!".
E Ricky Filosa, afferma: "Una battaglia che per ItaliachiamaItalia e per il MAIE - Movimento Associativo Italiani all'Estero di Centro America e Caraibi è iniziata due anni fa. Insieme a tanti amici, ci abbiamo messo cuore e sudore. Lavoro e passione. Ora il Cdm ci mette il suo ok: l'Ambasciata d'Italia a Santo Domingo riaprirà. Manca ancora una data, ma ormai la notizia è davvero ufficiale. Continueremo a mantenere alta l'attenzione sul caso fino a quando la data non verrà comunicata e le porte dell'ambasciate non saranno riaperte. E' proprio vero: la goccia, quando batte instancabile, scava sempre la pietra".
C'è euforia insomma, nella consapevolezza che il traguardo è a vista perchè, a questo punto, ben difficilmente il Governo potrà rimangiarsi quanto contenuto nel Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 134 in data 04 Ottobre 2016: "Su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Paolo Gentiloni, il Consiglio dei ministri ha approvato l’istituzione di tre Ambasciate d’Italia: a Niamey (Niger), Santo Domingo (Repubblica Dominicana) e Conakry (Repubblica di Guinea)".

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Ambasciata di Santo Domingo, la vittoria ha un solo padre

GIAN LUIGI FERRETTI -  Guardo la foto di Ricky Filosa che, stese a terra bandiere e messi cartelli davanti ai cancelli dell’Ambasciata, grida la sua protesta per la chiusura della rappresentanza diplomatica italiana a Santo Domingo già un mese dopo l’annuncio. Ci sono foto che colpiscono e si ricordano, che diventano un simbolo, come quella del giovane solo davanti ai carri armati in Piazza Tien a Mein, per intenderci. 
Così il Coordinatore del MAIE in Centro America e Caraibi, come un cavaliere medioevale o un lonesome cow boy partì da solo per la battaglia riuscendo man mano a coinvolgere sempre più connazionali. Ma ora che finalmente è vinta, improvvisamente si vede superare da parlamentari sgomitanti. 
Che ci volete fare? E’ la famosa storia dei mille padri di ogni vittoria. Ma dove erano tutti questi autocertificati salvatori della patria quando Ricky Filosa faticosamente riusciva ad interessare anche i tanti che dapprima erano convinti che l’Italia alla fine li avrebbe abbandonati a se stessi? Quando in Repubblica Dominicana lanciava una raccolta di firme a Boca Chica, a Juan Dolio e in Capitale grazie a Michele Cerchiara, Federico Floris e Flavio d'Alessandro? Quando Flavio Bellinato e Armando Tavano denunciavano i gravi disagi dei connazionali dovuti alla chiusura dell’ambasciata? Quando Filosa a Roma faceva presentare interrogazioni ai parlamentari del MAIE?
Questa lotta dura, alcuni mesi dopo, riuscì a risvegliare la Casa d’Italia che da quel momento profuse tutto il suo impegno. Dove erano tutti questi paladini a posteriori quando l’On. Ricardo Merlo fu l’unico parlamentare eletto all’estero ad andare a Santo Domingo, l’unico a metterci la faccia? Eppure lui è eletto a furore di popolo in America Meridionale e non con i voti della Repubblica Dominicana. Ma, quando un rappresentante autentico degli italiani all’estero crede davvero nella sua missione, si mette a disposizione senza stare a pensare alle proprie convenienze personali. Merlo incontrò l’incaricato d’affari e il Console generale onorario confrontandosi con loro sulle difficoltà per i connazionali dovute all’assenza di un’Ambasciata. Poi, una volta ritornato a Roma, cominciò a muoversi all’interno dei Palazzi, come un politico di razza sa fare, per sbloccare la situazione, mentre sul territorio la squadra del MAIE, senza mai mollare, continuava a farsi sentire sui media locali e su quelli italiani con interventi, interviste, comunicati stampa…
Guardo la foto di Ricky Filosa che quel giorno riesce a radunare faticosamente il primo gruppetto di manifestanti davanti all’Ambasciata e poi rileggo le dichiarazioni di questi giorni dell’On. Caruso, del Sen. Di Biagio e soprattutto delle onorevolesse La Marca e Nissoli e del Sen. Turano, parlamentari eletti – loro sì – nella ripartizione elettorale di cui fa parte la Repubblica Dominicana. Nessuno di costoro ha mai mosso un dito per aiutare il MAIE nella sacrosanta battaglia. Mai si sono presi la briga di prendere un aereo per recarsi a Santo Domingo pur avendo diritto a viaggiare gratis all’interno della ripartizione in cui sono stati eletti, a differenza dell’On. Merlo che il biglietto ha dovuto pagarselo di tasca propria. Se ne sono fregati. Forse hanno pensato che fosse una battaglia persa o forse hanno avuto paura di essere presi a pesci in faccia sull’isola quali corresponsabili, visto che il governo che aveva chiuso la sede diplomatica è sempre stato da loro appoggiato in Parlamento. 
Poi, due anni e passa dopo, quando sono cominciati i primi sentori che il governo si stava arrendendo e la riapertura era vicina, si è accesa la lampadina dell’interessamento. Pronti, via! E’ iniziata la corsa al tesoro per accaparrarsi un posto in prima fila per la festa della vittoria. 
Persino il rappresentante in Nord e Centro America di un’associazione un tempo gloriosa, che aveva fino ad allora brillato per la sua assenza, si precipitò a fare scena e inutile paserella. 
Mentre sto scrivendo mi giunge la notizia che la onorevola Angela Rosaria Fucsia Nissoli si è vantata con l’Ambasciatrice della Repubblica Dominicana Peggy Cabral di essere stata l’artefice della riapertura ed ha annunciato che andrà a Santo Domingo nei prossimi mesi “para dar seguimento a dicho proceso”. Sì, vada pure adesso a cose fatte, vedrà che bella accoglienza; il pesce è pronto… e lì ai Caraibi è molto buono. 
Mio caro Ricky, capisco la tua irritazione, ma non temere: gli italiani in quella zona del mondo sanno bene chi si è impegnato in prima persona e chi non ha fatto una mazza, ma ora si impegna a inviare comunicati a raffica. Quello di Caruso è particolarmente ridicolo, quello di Di Biagio parla della vittoria della “comunità” piuttosto che fare nome (Ricky), cognome (Filosa) e organizzazione (MAIE). Nissoli, La Marca e Turano possono dire e scrivere quello che vogliono, ma non riusciranno a fare dimenticare il loro assoluto disinteresse dimostrato finora nei confronti degli elettori. 
A te, Ricky, dedico la massima del Mahatma Gandhi, che ben ti si attaglia: “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci”.
Complimenti per la vittoria a te, a Merlo, al MAIE.

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Boschi e Renzi, lo schiaffo argentino: "Pressioni, telefonate e menzogne"

(da Libero del 7/10/2016)
Uno schiaffo argentino a Matteo Renzi e Maria Elena Boschi. Dopo la visita della ministra delle Riforme in Sud America, per fare campagna a favore del Sì al referendum, arriva la doccia gelata di Alfredo Llana, segretario del Pd di Buenos Aires, intervistato dal Fatto quotidiano: "Questa è una riforma che vuole rispondere con cambiamenti istituzionali a un bisogno politico. È una riforma che porta con sé l'indebolimento del Parlamento e della voce delle minoranze quindi la riduzione dell'importanza della volontà popolare". Per questo il Pd argentino farà campagna attiva per il No, con dibattiti e incontri tra la gente.
"La Boschi", attacca Llama, "è venuta qui a fare campagna elettorale. Ha avuto un sacco di incontri, mi piacerebbe sapere da dove sono venuti i fondi per il suo viaggio". Il segretario argentino denuncia manovre poco chiare da Roma sul Pd di Buenos Aires: "Hanno fatto di tutto per boicottare e dividere attraverso menzogne, false promesse e l'invenzione di dirigenti che si sono scoperti democratici da un giorno all'altro". "Da Roma hanno telefonato facendo pressioni giorno e notte - continua Llama -. Le associazioni, le forze politiche, i patronati, le scuole e anche i funzionari sono stati pregati, con insistenza, di portare gente all'evento. Ma questo governo raccoglie quel poco che ha seminato, dimenticando gli italiani all'estero e rivolgendosi a loro soltanto quando c'è da votare".

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