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Last updateVen, 16 Feb 2018 11am

Cesare Battisti, l’Italia al Brasile: «Non è un rifugiato politico, ripensateci»

Si potrebbe riaprire la partita sull’estradizione di Cesare Battisti, l’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo, condannato all’ergastolo per quattro omicidi: l’Italia ha chiesto al Brasile di rivederne lo status di rifugiato politico.

Le richieste italiane al vaglio del governo brasiliano
Il riconoscimento di quello status, concesso dall’allora presidente Lula nel 2010, sembrava la parola fine su una vicenda che si era protratta per decenni e che ora, invece, stando a quanto scrive il quotidiano brasiliano O Globo, si potrebbe riaprire: l’estradizione di Battisti in Italia. La richiesta di rivedere lo status di rifugiato, che sarebbe stata inviata dal governo al presidente Michel Temer, infatti, sarebbe al vaglio dei consulenti giuridici della presidenza brasiliana. E, scrive O Globo, avrebbe già trovato il consenso del ministro della Giustizia, Torquato Jardim, e del titolare degli Esteri, Aloysio Nunes Ferreira.

Battisti: un criminale comune spacciato per politico
Lo status di rifugiato politico di Battisti appare del tutto ingiustificato. Battisti è stato condannato per gli omicidi di Antonio Santoro, un maresciallo della Penitenziaria, del gioiellieri Pierluigi Torregiani, del macellaio Lino Sabbadin, e dell’agente della Digos Andrea Campagna. Benché abbia anche compiuto reati legati alla militanza politica, il suo profilo è prima di tutto quello di un criminale “comune”, la cui carriera iniziò prima dell’incontro con la politica eversiva. Negli anni della sua latitanza, però, il pluriomicida Battisti ha sapientemente giocato la parte della vittima di persecuzioni politiche, riuscendo così a giovarsi prima della dottrina Mitterand (che concedeva una copertura politica ai terroristi espatriati in Francia, negando la loro estradizione) e poi delle simpatie del “compagno Lula”. Non secondario, inoltre, è stato il fatto di essere riuscito a riciclarsi come scrittore e intellettuale, guadagnandosi altre simpatie in quell’influente mondo che, con una definizione un po’ d’antan, si può chiamare “intellighenzia” di sinistra. È stato grazie al combinato disposto delle coperture politiche e delle mobilitazioni mediatiche di questi ambienti, infatti, se finora Battisti è sempre riuscito a sfuggire alla pena che gli è stata comminata dalla giustizia italiana. E che riguarda non le sue idee politiche, ma le sue azioni squisitamente criminali.

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Mamma, Sangalli mi dà fastidio

I sei consiglieri della lista “Innovazione Italiana - Alleanza italiani in Peru” del Comites di Lima  - Ricardo Acosta, Salvatore Belcuore, Alfredo Carpentieri, Antonio Chuquipiondo, Paolo Valente e William Zanatta – hanno inviato una lettera al segretario generale del Cgie, Michele Schiavone per lamentarsi del Consigliere Gianfranco Sangalli. Lettera che hanno mandato per conoscenza ad un deputato del PD e all'Ambasciatore.
“Riteniamo opportuno informare – scrivono– che non ci sentiamo rappresentati adeguatamente da chi agisce in questo modo. E nel ringraziare per la gentile attenzione, restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento”.
Chissà cosa pensano che possa farci Schiavone con le loro lamentele da "mamma, Pierino mi dà fastidio". Il Segretario generale del Cgie non potrà che rispondere che Sangalli risulta regolarmente eletto Consigliere del Cgie per il Perù, dove si fronteggiavano due liste, Innovazione Italiana, che ha perso, e CTIM, che ha vinto. E' la democrazia, ragazzi, fatevene una ragione!
E, a proposito di democrazia, Gianfranco Sangalli ha tutto il diritto di avere delle opinioni personali, anche se a voi non piacciono, e di manifestarle. Vi piaccia o no. Mettetevi il cuore in pace e la prossima volta cercare di vincere voi.

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Gli avversari del PD salutano con gioia la nomina di Anna Grassellino a responsabile degli Italiani all'estero del PD

Renzi come Berlusconi, che l'altro giorno aveva dichiarato che avrebbe visto bene Marchionne come suo successore alla guida di Forza Italia.
Come Berlusconi, anche Renzi pare infatuato dell' idea che la politica sia qualcosa che chiunque può padroneggiare dall'oggi al domani e quindi può esser affidata al primo "esponente della scietà civile" che passa per la strada.
E' così che al giovane abile e politicamente scafato Eugenio Marino è stata preferita Anna Grassellino come responsabile del settore "Itaiani all'Estero" del PD. Naturalmente nulla da ridire sulle qualifiche professionali della Grassellino, con una brillante carriera da ricercatrice negli USA, ma affidarle, alla vigilia delle elezioni, questo delicato incarico non può che fare gioire gli avversari del PD.
L'impressione è che, alla faccia della conclamata democrazia interna, Eugenio Marino sia stato fatto fuori perchè seguace di Cuperlo senza tenere conto della sua grande esperienza e della vasta stima che si è conquistato nel mondo dell'emigrazione.

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I cannoli non sono più mafiosi

I cannoli non sono più mafiosiA seguito delle rimostranze, soprattutto da parte dell'Ambasciatore d'Italia ad Oslo, sul sito web della tv di stato norvegese NRK è stato cambiato il titolo "Mafiakeker eller Cannoli" (i dolci della mafia). Ora si parla solo di "Sicilianske Cannoli"(cannoli siciliani).
Rientra così un brutto episodio, dovuto probabilmente all'ignoranza del titolista vittima di un luogo comune dovuto a stereotipi ridicoli.

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Parlamentari fedeli… ai cazzi propri

GIAN LUIGI FERRETTI - Quando quarant’anni fa mi unii a Mirko Tremaglia e Bruno Zoratto nella battaglia, per il voto agli italiani all’estero, non potevo certo prevedere che un giorno avrei dovuto vergognarmi di come ne avrebbero approfittato certi personaggi da Commedia dell’Arte.
Uno è il mitico senatore Antonio Razzi, reso famoso dalle imitazioni di Maurizio Crozza, che viene spesso criticato per la sua mancanza di competenze e per la sua difficoltà a padroneggiare la lingua italiana. Indimenticabile il video, ripreso di nascosto a Montecitorio, di lui che spiega perchè, da un giorno all'altro, ha mollato Di Pietro, sotto le cui insegne era stato eletto per ben due volte nella ripartizione Europa, per correre in soccorso a Berlusconi e non fare cadere il suo governo in base a queste testuali considerazioni: "Dieci giorni mi mancavano. E per dieci giorni mi inculavano. Perché se si votava dal 28 come era in programma, il 28 di... di... di... di marzo, io per dieci giorni non pigliavo la pensione. Hai capito? Io ho detto che io se c'ho 63 anni, giustamente dove vado a lavorare io? In Italia non ho mai lavorato, che lavoro vado a fare?'. Mi spiego? Io penso anche per i cazzi miei, io ho pensato anche ai cazzi miei."
Motivazione opinabile, ma sicuramente più sincera di quella dichiarata, a giustificazione del suo ennesimo cambio di casacca,  dall'altro personaggio meno noto al grande pubblico: l'On. Nissoli, che di nome farebbe Maria Rosaria, ma si fa chiamare Fucsia perché è talmente fautrice del cambiamento che cambia freneticamente tutto, dal nome di battesimo all’appartenenza politica. Eletta, in quota Maie nella lista Monti, dapprima si iscrisse al gruppo Scelta Civica per poi passare alla componente Maie e quindi ritornare a Scelta Civica prima di emigrare in Democrazia Solidale dapprima e nel movimento Insieme dopo. Ed ora eccola in Forza Italia. Gira la testa, eh? E non sono neppure sicuro di avere ricordato tutte le tappe. Non a caso a Montecitorio la chiamano Kamasutra per le sue cangianti posizioni politiche.
Invece di confessare onestamente che doveva trovare un partito che le permettesse di ricandidarsi per cercare di farsi rieleggere - insomma, per dirla alla Razzi: "Ho pensato ai cazzi miei" - ha tentato di buttarla in motivazioni politiche ed è miseramente scivolata dallo specchio sul quale aveva tentato l'arrampicamento dichiarando che, ad averla spinta ad aderire a Forza Italia, era stata principalmente la battaglia per l'abolizione dell'IMU sulle case degli italiani all'estero: “Dagli incontri che ho avuto con lui (Berlusconi) ed il Capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, on. Renato Brunetta, ho subito percepito la loro piena sensibilità sul tema. Durante il Governo Berlusconi, infatti, gli italiani all’estero non pagavano l’Imu".
Ma come, signora Maria Rosaria in arte Fucsia, lei è rimasta comodamente intruppata per tutta la legislatura in quella maggioranza di governo che ora, e solo ora, si accorge improvvisamente non essere attenta agli italiani all'estero e giustifica il suo salto della quaglia con un argomento che dimostra la sua ignoranza (voce del verbo ignorare)?
Mike Bongiorno avrebbe commentato: "Ahi, ahi, ahi, signora Maria Rosaria, mi è caduta sull'IMU". Perchè, vede, forse lei ha orecchiato vagamente che Berlusconi tolse l'IMU. Vero, verissimo. Quello che lei ha dimostrato di ignorare è che però la mantenne proprio per gli italiani residenti all’estero e da allora è rimasta.
Ignorante per ignorante (sempre voce del verbo ignorare, sia ben chiaro), voltagabbana per voltagabbana, è mille volte più simpatico Razzi. Se non altro lui, per tutta la una vita operaio in Svizzera, impersonifica un certo tipo di emigrato. E’ ruspante, ma verace. Mentre la signora della buona società italoamericana impersonifica solo il vuoto mascherato da impegno politico. Quale? Dipende da che giorno è.
Dopo il suo passaggio Razzi fu premiato con l’elezione al Senato in Abruzzo. Se anche la signora Maria Rosaria verrà ritirata dalla rappresentanza degli italiani all’estero per essere spostata in un collegio italiano, Berlusconi verrà ringraziato e ricordato come benefattore degli italiani all’estero, pur non avendo tolto loro l’Imu, per averli liberati da due parlamentari capaci solo fi farsi “li cazzi sua”.

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