Mar10242017

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Merlo (MAIE) dà inizio alla battaglia

Il 7 aprile ci saranno proteste davanti ai consolati in tutta l'Amerci Latina
Per il 7 aprile il MAIE lancia una giornata di lotta per i diritti degli italiani all'estero in tutta l'America Latina. Lo ha annunciato il Presidente del Movimento, On. Ricardo Merlo, al periodico italiano in Brasile "Insieme". L'On. Merlo spiega che sarà il primo passo di una serie di azioni che includeranno anche azioni legali collettive attualmente in fase di studio.
"Non ha importanza se di fronte ai consolati ci saranno quaranta, cinquanta o un migliaio di persone; la cosa importante è che stiamo cominciando la mobilitazione in tutta l'America Latina contro il tipo di servizio che la settima potenza mondiale sta offrendo ai cittadini,  una vergogna " - ha detto Merlo -"Vogliamo fare capire che l'attuale governo, che ha praticamente distrutto la rete consolare italiana, devecambiare rotta."
Secondo il parlamentare, funzionari e consoli sono "vittime tanto quanto noi", con le strutture che hanno non possono fare un lavoro all'altezza delle esigenze minime. Nella stessa situazione sono consoli e vice consoli onorari, agenti consolari e corrispondenti che "non hanno i mezzi per lavorare", dice Merlo.
In Brasile, si stanno organizzando manifestazioni in città come San Paolo, Curitiba, Porto Alegre, Recife e Rio de Janeiro. In Argentina a Buenos Aires, Mendoza, Rosario, Cordoba E poi in Repubblica Dominicana, in Costa Rica, in Messico, a Panama ed a Montevideo in Uruguay. In totale in 25 sedi perché "dopo quattro anni di questo governo è una vergogna, nulla è stato fatto; al contrario hanno distrutto la  rete consolare. Sarà un segnale forte questa mobilitazione, tutti nello stesso giorno"
Merlo spiega che l'obiettivo è il rafforzamento urgente della rete consolare per la dignità dei cittadini, dei diplomatici, degli agenti diplomatici e dei dipendenti, oltrechè dei consoli onorari e degli agenti consolari. "Ci fanno pagare una tassa di 300 euro [per ogni processo di riconoscimento della cittadinanza] e i servizi sono disastrosi," sottolinea il parlamentare.
Il Presidente del MAIE fa notare che stiamo parlando dell' Italia, la settima potenza mondiale, che lascia i suoi rappresentanti diplomatici in condizioni di lavoro inaccettabili: uffici aperti due o tre volte alla settimana e una rete di volontari onorari che si sacrificano finendo per tirare fuori di tasca propria i soldi per coprire le spese di base. E "i consolati sono l'immagine d'Italia all'estero", ha detto Merlo.
L'On. Merlo sottolinea poi che "uno dei paesi più colpiti è il Brasile" e fa una critica dura e aperta per quello che lui chiama un "paradosso": i tre parlamentari eletti residenti in Brasile (dei sei dal Sud America), "hanno sostenuto e continuano a sostenere incondizionatamente la politica degli ultimi governi, compreso questo. Hanno dato, e continuano a dare, il loro voto di fiducia.  Parlano, inventano... ma sono dalla parte del governo, sono il governo ".
"Sarebbe molto bello - ha osservato -  se a queste manifestazioni partecipassero anche quelli del PD perché questo è un problema che riguarda tutti; però sono il partito di governo".
"Cominciamo - spiega Merlo - con la mobilitazione. Il Maie chiama a raccolta associazioni, comitati, cittadini. "Molti di loro hanno già aderito." Anche se saranno 40, 50, 500 persone a partecipare, la cosa importante sarà il fatto politico". Sarà, come detto Merlo, la prima di una serie di azioni.
Merlo ha poi commentato le recenti decisioni della giustizia italiana che ha dato ragione alle vittime delle fila per le pratiche di cittadinanza condannando il governo italiano anche a pagare le spese. è la riprova che il diritto alla cittadinaza è chiaro e certo. Il pradosso - ha continuato - è che quel 30% dei 300 euro per le pratiche di cittadinanza, che ultimamente è stato detto che ritornerà ai consolati, in realtà finirà per finanziare il pagamento delle spese di giudizio.
Ha anche detto che il Maie sta studiando modi per garantire il diritto di cittadinanza anche attraverso azioni legali: "Stiamo studiando un'iniziativa legale. Una class action, di cui non posso ancora parlare perché è in fase di studio. Abbiamo fatto e faremo iniziative parlamentari perchè questo governo è insensibile. Anche in questo caso, un altro paradosso è che il governo che più ha colpito gli italiano-brasiliani è supportato da tutti i parlamentari eletti in Brasile. Suona come uno scherzo. Ma quando qualcuno dà il suo voto di fiducia ad un governo, vuol dire che sta accettando tutto ciò che quel governo fa ".

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CHI PAGA IL VIAGGIO DI TRE PARLAMENTARI DEL M5S IN SUD AMERICA?

In Argentina per visitare un teatro vuoto e una scuola - In Venezuela per commemorare la morte di Chávez
L'On. Manlio di Stefano (capogruppo del M5s alla Commissione Esteri della Camera), la Sen. Ornella Bertorotta (capogruppo del M5s alla Commissione Esteri del Senato) ed il Sen.Vito Petroncelli (uno dei due Vicepresidi del Comitato Italiani all'estero) sono "in missione" in America Latina dal 4 all'11 marzo.
La prima domanda che sorge spontanea : Che cosa sono andati a fare?
E la seconda: A spese di chi?
Alla prima domanda risponde lo stesso Di Stefano sul blog del M5s:

"Nel nostro viaggio stiamo portando la nostra voce, la voce di un Movimento libero, autonomo e che, a differenza degli altri partiti italiani, non ha l’agenda dettata dagli interessi delle grandi corporazioni che li finanziano".

Alla seconda domanda aspettiamo risposta perchè temiamo che che siano i contribuenti italiani a pagare per i tre missionari per portare la voce del M5s in Sud America.
Giustamente quando la Ministra Boschi andò in Argentina, Uruguay e Brasile alla vigilia del voto per il Referendum, anche i grillini urlarono allo scandalo per un viaggio di propaganda politica mascherato da missione istiyuzionale.
Ma per tornare a cosa siano andati a fare in Argentina, leggiamo cosa riferisce il Di Stefano:

"A Buenos Aires abbiamo incontrato la comunità italiana e le sue eccellenze come il Teatro Coliseo e la scuola Cristoforo Colombo nonché le principali realtà imprenditoriali italiane presenti nel Paese, da Pirelli a ENEL passando per Ferrero e qualche media impresa. Abbiamo presentato loro il lavoro svolto in Parlamento per rafforzare il tessuto imprenditoriale italiano nel mondo e ribadito la nostra volontà di scrivere insieme un futuro di proficua collaborazione per il bene del nostro paese. Abbiamo avuto importanti incontri con le principali forze politiche del Paese e col Governo e firmato il libro delle autorità, lo stesso che firmano i presidenti in visita al Parlamento".

Un po' pochino, no? Un viaggio fino alla fine del mondo, per dirla alla Bergoglio, per visitare un teatro vuoto ed una scuola, incontrare i dirigenti di qualche azienda italiana, firmare il libro dei visitatori ed incontrare un paio di personaggi di terzo livello (i non meglio specificati "incontri con le principali forze politiche del Paese e col Governo"). Se sono andati a spese loro, hanno buttato i loro soldi. Se sono andati - come probabilmenta hanno fatto - a spese nostre, hanno buttato i ostri soldi per turismo para-istituzionale.
A proposito della succitata Boschi: lei entrò nel teatro Coliseo pieno di pubblico, i tre grillini sono entrati nello stesso teatro desolatamente vuoto.
In Venezuela invece vanno per commemorare la morte di Chávez, scatenando le più feroci critiche da parte della comunità di italo-venezuelani in Italia e in Venezuela. Anche perchè Di Stefano, in un'intervista alla vigilia del suo arrivo, on ha commentato la crisi economica e sociale, le denunce di violazione dei diritti umani e della libertà di pensiero e di espressione che si stanno abbattendo contro il Venezuela, si è limitato a criticare l’esclusione del Paese dall’alleanza Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). Secondo lui, si tratta di “una strategia politica che vuole promuovere un’agenda economica neoliberale”. Il testo – pieno di passaggi anti-imperialisti e privo di una visione chiara su cosa sta succedendo in Venezuela – è stato diffuso dall’account Twitter di Delcy Rodríguez, ministro degli Affari esteri venezuelano.

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Francesca Alderisi alla riapertura dell'Ambasciata a Santo Domingo

Francesca Alderisi, conduttrice ed autrice televisiva per gli italiani nel mondo, ha presenziato alla cerimonia di riapertura dell’Ambasciata d’Italia in Repubblica Dominicana, tenutasi mercoledì 1° febbraio 2017 dalle ore 12,30 in Calle Manuel Rodriguez Objio n. 4, Gazcue, Santo Domingo.
"Ho seguito con particolare attenzione in questi anni la vicenda della chiusura dell'Ambasciata d'Italia nella Repubblica Dominicana ed appreso con grande gioia la riapertura di questo importante organo istituzionale di riferimento per i tanti connazionali che vivono in questa parte del mondo."
Durante il suo discorso, il Consigliere di Legazione Mauro Livio Spadavecchia, Incaricato d'Affari della Missione Diplomatica d'Italia nella Repubblica Dominicana, ha comunicato che i servizi consolari verranno gradualmente trasferiti e riattivati.
Presenti tra l'altro Peggy Cabral, Ambasciatore della Repubblica Dominicana in Italia, Angelo Viro, Vice presidente di Casa d'Italia, Paolo Dussich, Presidente Comites Panama e Repubblica Dominicana e molti rappresentanti della collettività italiana.
Oggi, 2 febbraio alle ore 18.00, Francesca Alderisi incontrerà la comunità italiana presso la sede di Casa d'Italia.

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Il rappresentante del M5S nel CGIE contro Tremaglia

Vincenzo Arcobelli si è fatto promotore di un'iniziativa per l`intitolazione di una Sala/Aula del Ministero degli Esteri, alla figura dell`indimenticabile On.Mirko Tremaglia, unico Ministro per gli Italiani nel mondo. L'esponente del CTIM ha chiesto l'adesione ai suoi colleghi del CGIE  e molti di loro la stanno dichiarando. Con un'eccezione: il Consigliere Matteo Preabianca, designato dal Movimento 5 Stelle, ha rispostocosì:

Cari colleghi,
mi spiace, ma non supporto l'iniziativa. Credo non sia appropriato onorare tale nome. Per una cosa "giusta" che avrebbe fatto, non si puo' cancellare un passato imbarazzante.  Vi ricordo:
1. Aderi' alla Repubblica Sociale Italiana;
2. Nel 2004  in seguito della bocciatura della nomina di Rocco Buttiglione a commissario europeo, scrisse: "Purtroppo Buttiglione ha perso. Povera Europa: i culattoni sono in maggioranza.
Saluti
MP

Immediata la replica del "collega" Gian Luigi Ferretti:

Il costosissimo, quanto inutile, Consigliere Preabianca designato dal Movimento 5 Stelle,  che lo fa venire dall'Australia a spese dei contribuenti giusto perchè sulla Luna non ha ancora nessuno, ha dato una rara dimostrazione di ignoranza e faziosità.
Non si deve dedicare una sala a Mirko Tremaglia aderì alla RSI?
Sì, colui che poi diventò Ministro della Repubblica, aderì alla RSI a 16 anni. Come aderirono Giovanni Spadolini, che secondo il metodo Preabianca non avrebbe mai potuto diventare Capo del Governo. Come il paracadutista volontario Dario Fo e Giorgio Albertazzi, il regista Marco Ferreri e gli attori Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni, Raimondo Vianello, Walter Chiari,  Hugo Pratt, Paolo Ferrari, Paolo Carlini, Enrico Maria Salerno, Rossano Brazzi, Lina Volonghi, Ernesto Calindri, Lia Zoppelli, Carlo Dapporto, Alberto Burri, Ardengo Soffici, Mario Sironi, Giuseppe Berto, Dino Buzzati, Giovanni Comisso, Margherita Hack. Sono per citare i che mi vengono in mente.
Che ci fa il feroce antifascista Preabianca nel partito di Di Battista e di Di Maio?
Il primo, sempre secondo il metodo Preabianca, dovrebbe abiurare il padre Alessandro che proclama: "Io di destra? Sono fascista!". Il secondo dovrebbe abiurare il padre Antonio, che è stato diridente del MSI prima e di Allenaza Nazionale poi, proprio come Tremaglia.
Si guardi questo video (https://youtu.be/4omHwpAx1k0) , nel quale Beppe Grillo dialoga con il leader di CasaPound e dice: «Avete idee condivisibili, alcune più, alcune meno. Ma se un ragazzo di CasaPound vuole entrare a far parte del Movimento, non vedo problemi oggettivi. Questa è democrazia»,  ricordando che no, «l'antifascismo non gli compete».
Non si deve dedicare una sala a Tremaglia per la sua battuta sui "culattoni"?
Davvero si può giudicare chi ha dedicato tutta la sua vita all'affermazione dei diritti degli italiani all'estero per una sola frase, più o meno felice?
Davvero il Peabianca, che emette la sentenza di prescrizione, è un aderente al movimento di quel Beppe Grillo protagonista di quel famosissimo episodio quando, in un comizio a Bologna, si rivolse pubblicamente a Nichi Vendola dicendo, testualmente, “At salut, buson!”.  Buson in dialetto bolognese è l'esatto equivalente di culattone nel dialetto bergamasco di Tremaglia.
Episodio isolato? Mica tanto, l'anno scorso per esempio, lo stesso Grillo dichiarò che essere gay sarebbe "grave" quanto ricevere un avviso di garanzia o essere indagati per spaccio di droga. Parlando di un non meglio precisato "sistema" contro il M5S, ha dichiarato: «Mi aspettavo molto di più. Un avviso di garanzia a me, cinque chili di cocaina nella macchina e finalmente la scoperta che lui (indicando Luigi Di Maio) è omosessuale».
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Francesca Alderisi in Repubblica Dominicana

Continuano gli incontri ravvicinati con le comunità italiane nel mondo che vedono protagonista Francesca Alderisi, volto storico di Rai Italia, da sempre impegnata nel raccontare le storie di vita degli italiani e discendenti nel mondo.
Las Terrenas e Santo Domingo saranno le due destinazioni fissate nell’agenda della conduttrice ed autrice televisiva sempre alla ricerca di testimonianze che possano arricchire il suo bagaglio di conoscenza in tema emigrazione ed idee per nuovi format televisivi che possano rappresentare le reali esigenze e richieste dei telespettatori.
“Mi piace sottolineare che questo viaggio prende spunto da un’intervista che ho fatto a Rai Italia circa un anno fa a Guido Di Bernardo, che ha lasciato il nostro paese recentemente per trasferirsi a Las Terrenas con sua moglie per occuparsi di comunicazione in tema turismo attraverso il suo seguitissimo canale youtube Guido la guida.”
Proprio a Las Terrenas, Francesca Alderisi il 29 gennaio parteciperà in veste di ospite speciale dall’Italia all’evento itinerante dal titolo ”Attenti agli Italiani” che per la prima volta si svolgerà in questa città.
"Una comunità, quella nella Repubblica Dominicana, che desidero incontrare da molto tempo e dalla quale ho ricevuto sempre molte testimonianze di affetto, soprattutto da parte di tanti pensionati ai tempi in cui conducevo il programma di servizio Sportello Italia”.
Il 2 febbraio, Francesca Alderisi parteciperà ad un incontro con la comunità italiana di Santo Domingo, organizzato dal Com.It.Es. e da Casa d’Italia, sede storica e rappresentativa per la nostra collettività in questo paese.
“Un viaggio per me particolarmente significativo, anche per portare la mia sincera testimonianza di affetto ai nostri connazionali che hanno lamentato la chiusura dell’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo, che auspico possa essere presto riattivata come annunciato da tempo.”

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