Gio07272017

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Occorre fare chiarezza in Perù

L'Ambasciata avrebbe concesso l'accesso a dati sensibili ad un esponente politico locale
GIANFRANCO BRUNO SANGALLI - Quale rappresentante della Collettività italiana del Perú presso il CGIE, non posso meno che alzare la mia voce per esprimere sorpresa e preoccupazione per i fatti esposti oggi dal Senatore Aldo di Biagio, riguardo una possibilmente non lecita contrattazione tra l'Ambasciata d'Italia a Lima ed una società che ha a capo un esponente dell'opposizione interna al COMITES, per cui quella persona sarebbe entrata in possesso della base dati degli italiani residenti in Perú, quella stessa che invece era stata negata formalmente al COMITES per forza delle norme sulla privacy... Il tutto ripreso anche dal giornale on-line http://www.ilmessaggeroip.com/
Non è ammissibile che ci siano dubbi ed ombre sulla correttezza dell'operato della nostra rappresentanza diplomatica, e tantomeno nel quadro dei rapporti col COMITES, organo che, in Perú, attraversa una profonda crisi creata dalle successive dimissioni di consiglieri determinate proprio dal costante irruente atteggiamento della componente cui fa parte la persona favorita dal questionato contratto.
Dunque, VA FATTA CHIAREZZA E VANNO INDIVIDUATE LE EVENTUALI RESPONSABILITÁ !
Qui di seguito, trascrivo l'interrogazione del Senatore di Biagio:

"Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07575
Atto n. 4-07575
Pubblicato il 24 maggio 2017, nella seduta n. 829
DI BIAGIO - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. -
Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:
in occasione dell'avvio delle operazioni relative alla consultazione referendaria del 17 aprile 2016, l'ambasciata d'Italia a Lima ha ritenuto necessario provvedere all'acquisizione del servizio per il lavoro interinale per la digitazione ed inserimento dati per la gestione degli elenchi elettorali,
a tal fine, con decreto dell'ambasciatore del 9 marzo 2016 l'ambasciata è stata autorizzata ad acquisire in economia tale servizio attraverso l'affidamento diretto dal responsabile unico del procedimento ad un operatore economico considerato idoneo;
successivamente, in data 14 marzo l'ambasciatore d'Italia a Lima ha autorizzato la spesa in economia a seguito di affidamento diretto alla ditta "Obiettivo Lavoro" per il lavoro interinale di digitazione ed inserimento dati per la gestione degli elenchi elettorali;
per effettuare tale servizio risulta che la ditta incaricata ha avuto accesso a tutta la documentazione ed a tutti i dati afferenti agli elettori italiani presenti in Perù;
come si può evincere dal "contrato de intermediación laboral" sottoscritto tra l'ambasciata d'Italia e la ditta, il direttore generale di quest'ultima risultava essere Paolo Valente;
Valente ha partecipato quale candidato alle ultime elezioni per il rinnovo del COMITES (2015) del Perù nella lista "Innovazione italiana - Alleanza italiani in Perù", risultando il primo dei non eletti e subentrando successivamente quale consigliere in seguito alle dimissioni della signora Maria Cimmino;
Valente ha quindi avuto modo di accedere a dei dati sensibili, ed in particolare a dati relativi ai cittadini italiani residenti in Perù. Preme segnalare che il COMITES in data 11 giugno 2015 aveva chiesto all'ambasciata d'Italia a Lima di accedere alla banca dati consolare riguardante i cittadini italiani residenti nel Paese. L'ambasciata in data 17 giugno 2015 comunicava formalmente al COMITES il rifiuto a tale richiesta sostenendo che "gli elenchi nominativi tratti dagli schedari consolari non sono divulgabili, qualunque sia il motivo della richiesta";
in tali condizioni, si comprenderà bene come anche per solo ragioni di ovvia opportunità e rispetto delle condizioni di par condicio avrebbero dovuto impedire l'affidamento, tra l'altro in maniera diretta, di un servizio afferente ai dati dei connazionali ad una ditta riconducibile ad un candidato e consigliere COMITES per un palese conflitto di interessi e in violazione del principio di parità tra esponenti della collettività;
se si aggiunge che con un successivo provvedimento in data 2 marzo 2017 disponeva l'annullamento dell'elezione del presidente del COMITES del Perù a vantaggio di un eletto sempre nella lista "Innovazione italiana - Alleanza italiani in Perù", ciò avrebbe potuto far pensare a qualcuno che vi fosse un contesto di favoritismo,
tali circostanze, seppure assolutamente non collegate ed indipendenti, potrebbero però aumentare le perplessità e rischiano di minare ancor di più la credibilità e la legittimazione democratica dei Comitati degli italiani all'estero, già penalizzati da una legge che ha drasticamente ridotto la partecipazione al voto per il loro rinnovo;
sarebbe quindi opportuna una valutazione ed una pronuncia da parte del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale se sussistano o meno profili di incompatibilità e soprattutto di opportunità nell'assegnazione alla ditta "Obiettivo Lavoro" dell'incarico per la digitazione ed inserimento dati per la gestione degli elenchi elettorali, sapendo bene l'ambasciata che tale ditta era riconducibile ad un esponente di una lista COMITES;
ciò eliminerebbe altresì qualsiasi ipotetico dubbio su condizionamenti di gruppi di interesse a carattere localistico, e impedirebbe che si creasse un pericoloso precedente,
si chiede di sapere se sussistano profili di incompatibilità o di opportunità per un evidente conflitto di interessi nell'affidamento da parte dell'ambasciata d'Italia a Lima del servizio per la digitazione ed inserimento dati per la gestione degli elenchi elettorali, alla ditta "Obiettivo Lavoro", il cui direttore generale risultava essere Paolo Valente candidato alle ultime elezioni per il rinnovo del COMITES del Perù nella lista "Innovazione italiana - Alleanza italiani in Perù", e primo dei candidati non eletti dalla stessa lista.
Sen. Aldo Di Biagio
Senato della Repubblica"
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