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Last updateMar, 25 Lug 2017 6pm

Gli avversari del PD salutano con gioia la nomina di Anna Grassellino a responsabile degli Italiani all'estero del PD

Renzi come Berlusconi, che l'altro giorno aveva dichiarato che avrebbe visto bene Marchionne come suo successore alla guida di Forza Italia.
Come Berlusconi, anche Renzi pare infatuato dell' idea che la politica sia qualcosa che chiunque può padroneggiare dall'oggi al domani e quindi può esser affidata al primo "esponente della scietà civile" che passa per la strada.
E' così che al giovane abile e politicamente scafato Eugenio Marino è stata preferita Anna Grassellino come responsabile del settore "Itaiani all'Estero" del PD. Naturalmente nulla da ridire sulle qualifiche professionali della Grassellino, con una brillante carriera da ricercatrice negli USA, ma affidarle, alla vigilia delle elezioni, questo delicato incarico non può che fare gioire gli avversari del PD.
L'impressione è che, alla faccia della conclamata democrazia interna, Eugenio Marino sia stato fatto fuori perchè seguace di Cuperlo senza tenere conto della sua grande esperienza e della vasta stima che si è conquistato nel mondo dell'emigrazione.

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Parlamentari fedeli… ai cazzi propri

GIAN LUIGI FERRETTI - Quando quarant’anni fa mi unii a Mirko Tremaglia e Bruno Zoratto nella battaglia, per il voto agli italiani all’estero, non potevo certo prevedere che un giorno avrei dovuto vergognarmi di come ne avrebbero approfittato certi personaggi da Commedia dell’Arte.
Uno è il mitico senatore Antonio Razzi, reso famoso dalle imitazioni di Maurizio Crozza, che viene spesso criticato per la sua mancanza di competenze e per la sua difficoltà a padroneggiare la lingua italiana. Indimenticabile il video, ripreso di nascosto a Montecitorio, di lui che spiega perchè, da un giorno all'altro, ha mollato Di Pietro, sotto le cui insegne era stato eletto per ben due volte nella ripartizione Europa, per correre in soccorso a Berlusconi e non fare cadere il suo governo in base a queste testuali considerazioni: "Dieci giorni mi mancavano. E per dieci giorni mi inculavano. Perché se si votava dal 28 come era in programma, il 28 di... di... di... di marzo, io per dieci giorni non pigliavo la pensione. Hai capito? Io ho detto che io se c'ho 63 anni, giustamente dove vado a lavorare io? In Italia non ho mai lavorato, che lavoro vado a fare?'. Mi spiego? Io penso anche per i cazzi miei, io ho pensato anche ai cazzi miei."
Motivazione opinabile, ma sicuramente più sincera di quella dichiarata, a giustificazione del suo ennesimo cambio di casacca,  dall'altro personaggio meno noto al grande pubblico: l'On. Nissoli, che di nome farebbe Maria Rosaria, ma si fa chiamare Fucsia perché è talmente fautrice del cambiamento che cambia freneticamente tutto, dal nome di battesimo all’appartenenza politica. Eletta, in quota Maie nella lista Monti, dapprima si iscrisse al gruppo Scelta Civica per poi passare alla componente Maie e quindi ritornare a Scelta Civica prima di emigrare in Democrazia Solidale dapprima e nel movimento Insieme dopo. Ed ora eccola in Forza Italia. Gira la testa, eh? E non sono neppure sicuro di avere ricordato tutte le tappe. Non a caso a Montecitorio la chiamano Kamasutra per le sue cangianti posizioni politiche.
Invece di confessare onestamente che doveva trovare un partito che le permettesse di ricandidarsi per cercare di farsi rieleggere - insomma, per dirla alla Razzi: "Ho pensato ai cazzi miei" - ha tentato di buttarla in motivazioni politiche ed è miseramente scivolata dallo specchio sul quale aveva tentato l'arrampicamento dichiarando che, ad averla spinta ad aderire a Forza Italia, era stata principalmente la battaglia per l'abolizione dell'IMU sulle case degli italiani all'estero: “Dagli incontri che ho avuto con lui (Berlusconi) ed il Capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, on. Renato Brunetta, ho subito percepito la loro piena sensibilità sul tema. Durante il Governo Berlusconi, infatti, gli italiani all’estero non pagavano l’Imu".
Ma come, signora Maria Rosaria in arte Fucsia, lei è rimasta comodamente intruppata per tutta la legislatura in quella maggioranza di governo che ora, e solo ora, si accorge improvvisamente non essere attenta agli italiani all'estero e giustifica il suo salto della quaglia con un argomento che dimostra la sua ignoranza (voce del verbo ignorare)?
Mike Bongiorno avrebbe commentato: "Ahi, ahi, ahi, signora Maria Rosaria, mi è caduta sull'IMU". Perchè, vede, forse lei ha orecchiato vagamente che Berlusconi tolse l'IMU. Vero, verissimo. Quello che lei ha dimostrato di ignorare è che però la mantenne proprio per gli italiani residenti all’estero e da allora è rimasta.
Ignorante per ignorante (sempre voce del verbo ignorare, sia ben chiaro), voltagabbana per voltagabbana, è mille volte più simpatico Razzi. Se non altro lui, per tutta la una vita operaio in Svizzera, impersonifica un certo tipo di emigrato. E’ ruspante, ma verace. Mentre la signora della buona società italoamericana impersonifica solo il vuoto mascherato da impegno politico. Quale? Dipende da che giorno è.
Dopo il suo passaggio Razzi fu premiato con l’elezione al Senato in Abruzzo. Se anche la signora Maria Rosaria verrà ritirata dalla rappresentanza degli italiani all’estero per essere spostata in un collegio italiano, Berlusconi verrà ringraziato e ricordato come benefattore degli italiani all’estero, pur non avendo tolto loro l’Imu, per averli liberati da due parlamentari capaci solo fi farsi “li cazzi sua”.

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Anche la Francia abbandona il voto elettronico

GIAN LUIGI FERRETTI - Ci sono due categorie di gèni del voto all'estero.
Partendo dalla constatazione che il voto per corrispondenza ha delle falle, i gèni nr. 1 sono coloro che vorrebbero fare votare solo nei Consolati 5 milioni di cittadini italiani sparsi dovunque nel mondo con Consolati lontani uno dall'altro anche varie centinaia di chilometri. Subito dopo in classifica ci sono i gèeni che propugnano il voto elettronico. Sì, proprio quello che stanno abbandonando i Paesi che lo avevano sperimentato.
I francesi all'estero hanno appena votato per il primo turno delle elezioni presidenziali e domenica 7 maggio voteranno per il secondo.
Ma esclusivamente nei seggi allestiti dai Consolati e per corrispondenza. Il voto elettronico, che era stato introdotto nel 2012 si è dimostrato troppo vulnerabile e quindi il governo lo ha abolito.
Alla stessa conclusione sono arrivati recentemente anche gli olandesi, che avevano il voto elettronico dal 2007 e che hanno abbandonato in occasioni delle elezioni politiche del 15 marzo scorso. Negli USA, dopo le accuse e controaccuse in occasione delle ultime elezioni, l'ora del voto elettronico è suonata.
Insomma pare che i Paesi che non hanno mai avuto problemi col voto per corrispondenza adesso abbiano paura dei possibili brogli col voto elettronico. E lo vorremmo introdurre noi che siamo gli unici al mondo a taroccare il voto per corrispondenza?
Ma vedrete che i gèni nostrani continueranno imperterriti a proporre seggi nei Consolati e voto elettronico malgrado quello per corrispondenza - per paragrafare Churchill - sia il peggiore sistema di voto, eccezion fatta per tutti gli altri.

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Occorre fare chiarezza in Perù

L'Ambasciata avrebbe concesso l'accesso a dati sensibili ad un esponente politico locale
GIANFRANCO BRUNO SANGALLI - Quale rappresentante della Collettività italiana del Perú presso il CGIE, non posso meno che alzare la mia voce per esprimere sorpresa e preoccupazione per i fatti esposti oggi dal Senatore Aldo di Biagio, riguardo una possibilmente non lecita contrattazione tra l'Ambasciata d'Italia a Lima ed una società che ha a capo un esponente dell'opposizione interna al COMITES, per cui quella persona sarebbe entrata in possesso della base dati degli italiani residenti in Perú, quella stessa che invece era stata negata formalmente al COMITES per forza delle norme sulla privacy... Il tutto ripreso anche dal giornale on-line http://www.ilmessaggeroip.com/
Non è ammissibile che ci siano dubbi ed ombre sulla correttezza dell'operato della nostra rappresentanza diplomatica, e tantomeno nel quadro dei rapporti col COMITES, organo che, in Perú, attraversa una profonda crisi creata dalle successive dimissioni di consiglieri determinate proprio dal costante irruente atteggiamento della componente cui fa parte la persona favorita dal questionato contratto.
Dunque, VA FATTA CHIAREZZA E VANNO INDIVIDUATE LE EVENTUALI RESPONSABILITÁ !
Qui di seguito, trascrivo l'interrogazione del Senatore di Biagio:

"Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07575
Atto n. 4-07575
Pubblicato il 24 maggio 2017, nella seduta n. 829
DI BIAGIO - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. -
Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:
in occasione dell'avvio delle operazioni relative alla consultazione referendaria del 17 aprile 2016, l'ambasciata d'Italia a Lima ha ritenuto necessario provvedere all'acquisizione del servizio per il lavoro interinale per la digitazione ed inserimento dati per la gestione degli elenchi elettorali,
a tal fine, con decreto dell'ambasciatore del 9 marzo 2016 l'ambasciata è stata autorizzata ad acquisire in economia tale servizio attraverso l'affidamento diretto dal responsabile unico del procedimento ad un operatore economico considerato idoneo;
successivamente, in data 14 marzo l'ambasciatore d'Italia a Lima ha autorizzato la spesa in economia a seguito di affidamento diretto alla ditta "Obiettivo Lavoro" per il lavoro interinale di digitazione ed inserimento dati per la gestione degli elenchi elettorali;
per effettuare tale servizio risulta che la ditta incaricata ha avuto accesso a tutta la documentazione ed a tutti i dati afferenti agli elettori italiani presenti in Perù;
come si può evincere dal "contrato de intermediación laboral" sottoscritto tra l'ambasciata d'Italia e la ditta, il direttore generale di quest'ultima risultava essere Paolo Valente;
Valente ha partecipato quale candidato alle ultime elezioni per il rinnovo del COMITES (2015) del Perù nella lista "Innovazione italiana - Alleanza italiani in Perù", risultando il primo dei non eletti e subentrando successivamente quale consigliere in seguito alle dimissioni della signora Maria Cimmino;
Valente ha quindi avuto modo di accedere a dei dati sensibili, ed in particolare a dati relativi ai cittadini italiani residenti in Perù. Preme segnalare che il COMITES in data 11 giugno 2015 aveva chiesto all'ambasciata d'Italia a Lima di accedere alla banca dati consolare riguardante i cittadini italiani residenti nel Paese. L'ambasciata in data 17 giugno 2015 comunicava formalmente al COMITES il rifiuto a tale richiesta sostenendo che "gli elenchi nominativi tratti dagli schedari consolari non sono divulgabili, qualunque sia il motivo della richiesta";
in tali condizioni, si comprenderà bene come anche per solo ragioni di ovvia opportunità e rispetto delle condizioni di par condicio avrebbero dovuto impedire l'affidamento, tra l'altro in maniera diretta, di un servizio afferente ai dati dei connazionali ad una ditta riconducibile ad un candidato e consigliere COMITES per un palese conflitto di interessi e in violazione del principio di parità tra esponenti della collettività;
se si aggiunge che con un successivo provvedimento in data 2 marzo 2017 disponeva l'annullamento dell'elezione del presidente del COMITES del Perù a vantaggio di un eletto sempre nella lista "Innovazione italiana - Alleanza italiani in Perù", ciò avrebbe potuto far pensare a qualcuno che vi fosse un contesto di favoritismo,
tali circostanze, seppure assolutamente non collegate ed indipendenti, potrebbero però aumentare le perplessità e rischiano di minare ancor di più la credibilità e la legittimazione democratica dei Comitati degli italiani all'estero, già penalizzati da una legge che ha drasticamente ridotto la partecipazione al voto per il loro rinnovo;
sarebbe quindi opportuna una valutazione ed una pronuncia da parte del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale se sussistano o meno profili di incompatibilità e soprattutto di opportunità nell'assegnazione alla ditta "Obiettivo Lavoro" dell'incarico per la digitazione ed inserimento dati per la gestione degli elenchi elettorali, sapendo bene l'ambasciata che tale ditta era riconducibile ad un esponente di una lista COMITES;
ciò eliminerebbe altresì qualsiasi ipotetico dubbio su condizionamenti di gruppi di interesse a carattere localistico, e impedirebbe che si creasse un pericoloso precedente,
si chiede di sapere se sussistano profili di incompatibilità o di opportunità per un evidente conflitto di interessi nell'affidamento da parte dell'ambasciata d'Italia a Lima del servizio per la digitazione ed inserimento dati per la gestione degli elenchi elettorali, alla ditta "Obiettivo Lavoro", il cui direttore generale risultava essere Paolo Valente candidato alle ultime elezioni per il rinnovo del COMITES del Perù nella lista "Innovazione italiana - Alleanza italiani in Perù", e primo dei candidati non eletti dalla stessa lista.
Sen. Aldo Di Biagio
Senato della Repubblica"
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MERLO (MAIE): ANCHE PER GLI ITALIANI ALL ESTERO IL REDDITO D’INCLUSIONE

Il governo ha varato il reddito d’inclusione, un intervento a favore dei cittadini italiani poveri. O meglio, non di tutti i cittadini italiani, ma solo di quelli che risiedono in Italia, compresi anche tutti i rom e sinti con cittadinanza italiana, la stragrande maggioranza di loro. Ma un cittadino italiano in gravi difficoltà economiche, se risiede fuori dei confini, viene discriminato e abbandonato a se stesso. Può letteralmente morire di fame come, ad esempio, alcuni connazionali in Venezuela come denunciato al CGIE dal nostro Collevecchio.
Il MAIE chiede, anzi pretende che lo Stato italiano tratti i suoi cittadini allo stesso modo senza fare differenza fra poveri e poveri, fra chi vive al di qua e chi al di là del confine. E invita tutti gli eletti all’estero a fare pressioni in tal senso sulla maggioranza e sul governo.

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