Dom11192017

Last updateMar, 14 Nov 2017 3am

Lo scandalo dell'esclusione di Taiwan dalla Assemblea Mondiale della Sanità

FABIO MASSIMO CANTARELLI - In questi giorni, a Ginevra, nel corso della annuale Assemblea Mondiale della Sanità (AMS), è avvenuto qualcosa che suscita sorpresa, indignazione e sconcerto.
La Cina ha preteso e imposto l'esclusione di Taiwan da tale Assemblea per proprie ragioni politiche, pubblicamente dichiarate, di avversione al governo taiwanese democraticamente eletto nel 2016.
Un fatto inaudito, anzitutto perché radicalmente contrario a quanto stabilito nell'atto costitutivo della AMS nel quale è solennemente stabilito che l'Assemblea Mondiale della Sanità, e la Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che da essa dipende, operano (oggi dobbiamo dire: dovrebbero) per la esclusiva finalità della tutela e della promozione della salute del genere umano, al di fuori di qualunque motivazione politica, razziale, religiosa ed economica.
La motivazione politica dell'ostracismo nei confronti di Taiwan è altresì evidente  - e perciò scandalosa e inaccettabile -   a motivo del fatto che, dal 2009 al 2016, Cina e Taiwan hanno tranquillamente convissuto nell'ambito della AMS e a Pechino questo andava bene perché a Taipei c'era un governo di colore diverso dall'attuale.
A Ginevra si è ugualmente recato il Ministro della Sanità taiwanese che ha avuto, fuori dalla sede della AMS, incontri bilaterali con i colleghi Ministri di 31 Paesi e con i vertici di 28 organizzazioni internazionali che operano nel campo della salute e della cooperazione. Molte voci, durante i lavori dell'Assemblea, si sono levate a sostegno di Taiwan e, tra queste, quelle dei Ministri della Sanità degli Stati Uniti, di Australia, Germania, Canada e di numerosi altri paesi asiatici, africani e latino-americani.
Dall'Italia, trenta parlamentari di tutti i partiti di maggioranza e di opposizione - tra i quali il Presidente della Commisisone Esteri della Camera On. Cicchitto, il Presidente del Gruppo di amicizia bilaterale Sen. Malan, i Vice Presidenti  On. Galperti e Sen. Divina, il Presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Senato Sen. Marinello, il Capogruppo della Lega al Senato Sen. Centinaio - si sono rivolti ai Ministri Alfano e Lorenzin affinchè anche l'Italia
esprimesse una chiara e logica posizione a difesa della apoliticità della AMS/OMS e di solidarietà al popolo taiwanese.
Va ricordato che Taiwan è un paese di 23 milioni di abitanti (la popolazione, in Europa, della Romania) che vivono in pace e libertà, cittadini di una democrazia tra le più progredite dal punto di vista dei diritti civili, politici, religiosi e sindacali; cittadini artefici della 18^ economia mondiale il cui interscambio con l' Unione Europea ha superato i 45 mld di Euro annui dei quali oltre 4 mld con l'Italia.
A questo proposito, è proprio di questi giorni la buona notizia che, dopo un lungo lavoro in cui si è distinto il parlamentare parmigiano On. Giuseppe Romanini, componente del Gruppo interparlamentare di amicizia italo-taiwanese, Taiwan ha finalmente revocato l'ancora esistente divieto di importazioni di carne suine italiane, aprendo così al prosciutto italiano le porte di quel mercato dove il reddito pro-capite è tra i più alti al mondo.
Anche questi elementi  - insieme al fatto che dagli scali aerei e portuali dell'Isola transitano, annualmente, 60 milioni di persone -  danno la misura della assurdità della decisione della AMS di piegarsi al diktat cinese: come se le malattie, i virus, le epidemie  - umane e animali -  conoscessero confini territoriali o colorazione politica dei governi...siamo ad un livello di insensatezza tanto grave quanto ridicolo.
Infine, è penoso apprendere  - vedasi AsiaNews, agenzia delle Pontificie Missioni Estere, del 22 Maggio scorso:http://www.asianews.it/notizie-it/La-Cina-ottiene-l%E2%80%99esclusione-di-Taiwan-dall%E2%80%99Oms-40804.html -  di scandalose spese per viaggi e soggiorni di funzionari dell'OMS, tra i quali in primo luogo l'uscente Direttore Generale, che ha terminato il suo mandato l'altro ieri dopo 11 anni, guarda caso cinese.  Ad esempio, nel 2016, sono stati spesi 201 milioni in biglietti aerei e alloggi a fronte di 71 per la lotta all'AIDS e alla Epatite e di 61 contro la Malaria.
I paesi contribuenti della AMS/OMS dovrebbero pretendere  - oltre al rispetto dello Statuto e al rifiuto di imposizioni politiche, per interesse di parte, che portano alla discriminazione di un intero popolo, quello taiwanese, perchè ha votato in modo non gradito agli attuali governanti di Pechino -  anche maggiore sobrietà, modestia  e trasparenza nell'utilizzo dei fondi destinati a tali organizzazioni. 

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