Gio07272017

Last updateMar, 25 Lug 2017 6pm

Argentina

A Gabriela Michetti le chiavi della città di Macerata: “Oggi ho realizzato un sogno”

Nel cortile del palazzo comunale di Macerta la Vicepresidente dell'Argentina ha ricevuto la cittadinanza onoraria. Si conclude l'iter burocratico iniziato un anno fa grazie al quotidiano argentino L’ITALIANO e a Cronache Maceratesi. Il Sindaco Carancini: "E' un riconoscimento a tutti gli abitanti della nostra provincia che sono andati in Sud America a cercare fortuna"
MARCO RIBERI
(Cronachemaceratesi.it) - Da oggi Macerata ha una cittadina in più. Marta Gabriela Michetti, vice presidente dell’Argentina, ha ricevuto nel cortile del palazzo comunale le chiavi della città che vengono donate a chi viene insignito della cittadinanza onoraria. E’ la prima donna che ottiene questo importante riconoscimento. La seconda massima carica dello stato sudamericano, che ha le radici della sua famiglia proprio nel capoluogo di provincia, ha finalmente coronato uno dei suoi sogni, quello cioè di far ritorno nella terra dove sono nati i suoi avi. «Sarà uno dei ricordi più importanti di tutta la mia vita – ha detto commossa -. Sono stata qui a 14 anni con mio padre e mai avrei immaginato che vi sarei tornata a 52 in veste di vicepresidente dell’Argentina. Da questo luogo voglio omaggiare mio padre che è sempre stato orgoglioso della sua italianità. Grazie per quello che avete fatto».
Si conclude così il lento e tortuoso iter burocratico e diplomatico iniziato un anno fa grazie ai contatti tra la redazione di Cronache Maceratesi e il quotidiano argentino L’italiano che in un’intervista prima di una premiazione scoprì le radici maceratesi della Michetti. Dopo uno scambio di informazioni tra redazioni l’invito del sindaco Romano Carancini registrato alle nostre telecamere e consegnato a Gabriela Michetti da Gian Luigi Ferretti (direttore de L’Italiano). Un lungo anno per programmare la visita che ha trovato il suo culmine proprio nelle prime della stagione lirica, Turandot e Madama Butterfly, alle quali la vicepresidente assisterà. «Un premio che vuole rendere omaggio non solo alla vicepresidente – ha aggiunto il sindaco Romano Carancini – ma a tutti i migranti marchigiani e in special modo maceratesi, che hanno cercato fortuna lavorando duramente in Argentina. La provincia di Macerata è la più argentina d’Italia e i legami tra il nostro territorio e lo Stato d’oltreoceano raccontano una storia di difficoltà, povertà e anche di famiglie fortemente trasformate dalla ricerca di una vita migliore».
Un riconoscimento consegnato da tutto il consiglio comunale, come avevano richiesto i consiglieri di opposizione grazie alla cui collaborazione è stato possibile prendere questa importante decisione. Una cittadinanza onoraria che quindi ha lo scopo di gettare ponti e che in futuro potrà dare dei frutti importanti. «Sogniamo di portare un giorno una parte di Macerata a Buenos Aires – ha spiegato Carancini – magari con una rappresentazione della Traviata in uno dei teatri della città che faccia onore ai tanti italo argentini. Speriamo che questa amicizia spinga ancor di più l’internazionalizzione di Macerata, della sua bellezza e della sua cultura». Oltre alle varie cariche giunte in città per un saluto istituzionale alla cerimonia hanno partecipato anche molti cittadini legati all’Argentina per vari motivi: dai Michetti sparsi per la provincia (rimasti però delusi perché sembrerebbe che le radici della vicepresidente risiedano a Villa Potenza), ai tanti maceratesi con famiglia in Argentina fino anche a un gruppo di futuri esploratori andini. E’ il caso del gruppo Aconcagua Experience Team che presto partirà per una spedizione sulle Ande per raccogliere fondi a favore del comune terremotato di Monte Cavallo e che hanno voluto raccontare alla vicepresidente della loro avventura. Nei prossimi giorni Michetti avrà modo di conoscere meglio il territorio, di incontrare i propri parenti e di visitare le aree colpite dal terremoto. La partenza da Macerata è prevista per domenica quando la vice presidente lascerà la città diretta alla volta di Pieve Torina, dove incontrerà il sindaco Alessandro Gentilucci. Da lì poi il viaggio verso Roma. «Sono felice ed emozionata – ha concluso la vicepresidente – in Argentina siamo tantissimi ad amare l’Italia e abbiamo la stessa vostra passione per la vita. Che i nostri paesi possano stringere ancor di più quel legame che da sempre ci unisce come fratelli». (foto di Andrea Petinari)

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Lo chef del Presidente dell'Argentina ha la Calabria nel cuore

Sarà lui a curare la Cena di Gala dell’Italianità nella Residenza dell’Ambasciata d’Italia il 14 Giugno in occasione del conferimento del prestigioso Premio L’Italiano al Presidente Macri
TULLIO ZEMBO - Il calabrese Dante Liporace è lo chef del Presidente Mauricio Macri di origini calabresi. Lo incontro alla "Casa Rosada",  l'edificioche si affaccia sulla storica Plaza de Mayo ed è la sede centrale del potere esecutivo della Repubblica Argentina con al suo interno gli uffici del Presidente della Repubblica Argentina.

Grazie per averci ricevuti, chef Liporace, Mi parli della sua italianità.
Grazie anzi a voi de L’ITALIANO per essere venuti.
La mia italianità nasce dai ricordi della mia infanzia passata con i nonni Pasquale e Mafalda, che venivano da un paesino vicino a Cosenza che si chiama Sant'Agata di Esaro. Ci sono andato appena ho potuto per conoscere meglio le radici dei miei nonni, per vedere la casa, i luoghi. E' stata un'esperienza indimenticabile. Lei può capire cosa sia arrivare in un paesino di un migliaio di abitanti dove tutti sono tuoi parenti, è bellissimo. Dovresti andare a cena da tutte le famiglie, impossibile.

Lei, che è un professionista della cucina ad altissimo livello, come ha trovato la sua cucina di origine?
Pensi, tutti hanno il loro orticello in prossimità della casa per cui era un "raccogliere e cucinare”, la mattina si va a raccogliere e la sera si cucina.  Si preparano i vari piatti e si presentano in tavola con la semplicità delle cose buone della cucina italiana, questa è l’essenza.
Si va a dare da mangiare al maiale,  lo si ingrassa bene per mesi e poi lo si prepara...delizioso.
E’ stato un rivivere i racconti di nonna Mafalda sulla vita quotidiana di un paese della Calabria e mi sono reso conto che lo conoscevo già senza averlo mai visto prima. In un posto così ci si sente in una dimensione in armonia con la natura e, come professionista della cucina, si apprezza molto il prodotto naturale, quello che raccogli tu stesso, cosa ormai un pio sogno nelle nostre città moderne.

Come è andato questo rapporto con la cucina artigianale, "naturale"? Ha qualche aneddoto da raccontare?
Eccone uno: non riuscivo a fare i "maccheroni a 'ru fierro" come avevo visto fare dalle mie nonne con quella abilità che nasce dall'esperienza e dalla vita di paese.  Proprio non riuscivo e quasi invidiavo la loro scioltezza e naturalezza dei movimenti con risultato sempre uniforme e preciso. E veloce, mentre guardavo affascinato. Ce n'è voluto.....ma alla fine ho imparato (sorride soddisfatto).
Poi una cosa che mi incuriosiva era il rito della pasta quotidiana, un rito ogni giorno un rito diverso ma sempre uguale.
E poi ancora l'insalata per chiudere il pranzo prima del dolce. In un mio ristorante, elaborando quel ricordo, preparavo un dolce che era un'insalata: un omaggio proprio a quel ricordo, all'Italia bella e divina, alla  Calabria dove c'è il mio cuore.

Ora sì che i calabresi saranno orgogliosi di queste parole dello chef del Presidente. A proposito cosa significa essere lo chef del Presidente? Quali sono state le sfide?
La prima sfida fu quando venni convocato dal Presidente per essere il suo chef personale nella Casa Rosada. Mi chiamarono per valutare fra l'atro lo stato delle cucine e non le dico quello che ho trovato, mi limito a dirle che tutto era sporco e deteriorato....un po' come il Paese allora. Vidi la cucina e pensai che era proprio l'immagine del Paese che i governanti di prima ci lasciavano: un disastro.
Accettai la sfida di farmi carico della prima cucina dell'Argentina, dove, secondo il mio punto di vista, la professionalità deve essere ai massimi livelli, sia di chi ne è il responsabile sia di tutto lo staff.
Il lavoro di pulizia e modernizzazione è durato quasi 3 mesi. Un cambio di struttura, ma sono rimasto con il solito staff che, dopo una buona chiacchierata e un buon esempio, ora sono dei collaboratori eccellenti. Era solo questione di chiarire le responsabilità che ognuno doveva ricoprire. Pensi che prima si contrattavano i servizi di un catering costoso e inefficiente. Ora tutto esce da questa cucina, sia gli eventi ufficiali come la cena di ieri con la Presidente della Svizzera come il pranzo dei dipendenti . Adesso sono orgoglioso dei miei collaboratori. Ora abbiamo un cucina molto professionale e si risparmia “dinero”.

Quali sono i gusti del Presidente?
Il Presidente ha cura nel mangiare.  Se è una cena ufficiale, i piatti sono un po' secondo la provenienza degli invitati. Se è un pranzo di lavoro con ministri o funzionari, si preparano piatti frugali e leggeri per poi continuare il lavoro. Gli piace la carne, nella giusta misura e la “comida” italiana. Senza mai esagerare..
 
Adesso arriva Mattarella  il Presidente dell'Italia. Come sceglie il menu da presentare?  Immagino non sia lo stesso riceve un  Presidente italiano o, per esempio, un Presidente asiatico.
Studio i gusti e ricerco informazioni. Ad esempio quando venne Obama ho studiato ogni dettagli per preparare un meno che fosse consono ai gusti e alle necessità del Presidente degli Stati Uniti e devo dire che risucimmo apreparare un menu per il quale poi lo stesso Obama si congratulo con noi tutti.
Per il Presidentre Mattarella sto in pieno studio, di certo sarà piu semplice e siamo certi di soddisfare ogni possibile necessità. Sto pensando ad una buona pasta, è un'impresa non facile riuscire a preparare una buona pasta in Argentina.
 
A proposito di pasta,  qual è il piatto che le piace di più, chef?
Gli spaghetti con un buon ragù. Piatto molto difficile da trovare in Argentina, quasi direi impossibile
(ride) Un altro piatto che amo - pur essendo semplice è molto difficile da preparare e da trovare qui - è il cacio e pepe. Comunque quando arriva una visita di grande importanza è previsto presentare al protocollo vari e diversi menu affinchè loro, con criterio e con contatti con il protocollo della personalità che ci visita, scelgano in base ai gusti, ad eventuali intolleranze, a ragioni mediche...
 
Come calabrese, che relazione ha con il piccante? Con il peperoncino?
Amo il peperoncino, non così gli argentini che, in genere, non amano troppo e tutti il “picante”, il nostro piccante, che non scherza.. Ricordo che da bambino mio nonno mi davi il peperoncino su un pezzo di pane con un po’ d’olio, sono cresciuto come un calabrese. Un'esperienza indimenticabile è quando nella mia infanzia gustavo il peperoncino e anche un poco di vino (ride di gusto).

Il primo chef d'Argentina è calabrese. Qui la collettività calabrese è importante e sono tanti gli eventi che organizza.
Mi ricordo quando, da bimbo, venivo da Bahia Blanca con mio nonno per la celebrazione della Madonna del Pettoruto.
 
Dante, che relazione ha l'italianità con la sua professione ?
Certamente ogni mio  piatto ha un'ispirazione italiana, come la scelta dei prodotti, la cura e la provenienza. Quando ero chef nel mio ristorante Tarquino, prpravo “la sequenza de vaca”, un piatto di carne, come indicava il nome, un piatto argentino di carne. Però c`era alla base la mia italianità: carne che  si accompagnava con pasta ad esempio. Io credo comunque che tutta la cucina argentina, non solo la mia persona come chef,  senta la presenza dell'italianità. Credo che sia una questione ovvia a tutti noi. Ci manca riscoprire l'alta cucina italiana amalgamata con la cucina argentina, mi sembra che ci sia ancora un cammino da percorrere. Noi conosciamo la cucina italiana, dei vecchi ristoranti della Boca ad esempio,  che presentano piatti di cucina italiana argentinizzata, però mai si è presentata l'alta cucina italiana con la componente argentina presente
 
Sono questioni che mi appassionano,   seguo da neofita la “cucina”. Adesso da anni sono affascinato e coinvolto con Pietro Sorba nella presentazione della Settimana della Cucina Italiana e devo ammettere che mi si è aperto un mondo tanto affascinante per molti versi quanto sconosciuto per la sua immensità.
Pietro è un grande amico e un grande professionista. Conosco ovviamente la vostra Settimana che ha grande ripercussione e ogni anno cresce in importanza.
 
La cucina è un ambiente di duro lavoro non è facile stare molte ore in piedi  in una cucina..
La cucina è dura. A volte i giovani sono affascinati da questa professione, ma, oltre che dura e difficile come ambiente di lavoro, è un esame continuo, tutti i i giorni,  per ogni piatto presentato. Poi se chi gusta il tuo piatto è il Presidente la sfida si fa più difficile. In questo caso, quando è presente il Presidente,  mi faccio carico personalmente di tutti i dettagli,  non lascio nessun particolare al caso .

La ringrazio ancora per questa chiacchierata e per l’invito a gustare il pranzo con lei qui nella Casa Rosada. Ho modo di apprezzare la sua cucina, come tutti i giornalisti accreditati, ogni volta che vengo per coprire un evento.
Per finire è un piacere per me comunicarle, a nome anche dell'editore e fondatore de L'ITALIANO, Gian Luigi Ferretti,  che ci farà piacere, in occasione della prossima cerimonia, nominarla “Eccellenza dell’ Italianità".
Uuhh! Es muy fuerte..Estaria muy feliz mi abuelo, sarebbe felice mio nonno. Grazie. E' un piacere ed un onore (è visibilmente emozionato). Tengo un nudo en la garganta por la emocion, ho un nodo in gola per l'emozione. Grazie!

Grazie a lei, Maestro.

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Dante Liporace nasce a Bahía Blanca e si trasferisce a Buenos Aires per studiare nel Colegio Gato Dumas, il centro accademico più prestigioso dell'America Latina per la scienza gastronomica.
Poi partì per l'Europa, dove rimase quasi sei anni e lavorò con i famosi chef Pedro Subijana, tre stelle Michelin, e Ferran Adrià, il famoso padre della cucina molecolare. Ritornò a Buenos Aires nel 2009 e aprì prima il Ristorante Moreno e poi il Ristorante Tarquinio, universalmente giudicatocome uno dei migliori della città. Il suo menu "Secuencia de la vaca", che proponeva una degustazione di 10 piatti dalla testa alla coda dell'animale ed ebbe una recensione sul New York Times.
Ora , a 39 anni, è lo chef della Casa Rosada da quando Mauricio Macri è Presidente.
Ogni giorno sovraintende alla preparazione dei pranzi, oltre che naturalmente del Presidente, anche di circa 800 commensali, fea funzionari e personale.
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Il Sindaco di Macerata ha invitato ufficialmente la Vice Presidente dell'Argentina

E’ partita da Macerata la lettera con la quale il Sindaco Carancini dà seguito a quanto promesso nel video proiettato alla cerimonia del Premio L’Italiano - identificati i probabili parenti di Gabriela Michetti
MARCO RIBERI (Cronache Maceratesi) - Continua la love story, o meglio la pasiòn, tra Macerata e il vice presidente dell’Argentina Gabriela Michetti. Dopo il video messaggio del sindaco Romano Carancini che si concludeva con uno squillante “Gabriela Macerata te quiere” ovvero Macerata ti desidera (leggi l’articolo) e il ringraziamento alla città da parte della rappresentante del paese sudamericano, oggi è stato inoltrato anche l’invito ufficiale. Un plico è partito per attraversare l’oceano Atlantico e arrivare a Buenos Aires. Al suo interno una lettera di invito e dei documenti che certificano le radici maceratesi della Michetti. La scorsa estate il politico, in un’intervista al quotidiano L’italiano, aveva dichiarato di amare Macerata, città da cui emigrò la sua famiglia ma di cui aveva anche perso ogni traccia (leggi l’articolo). A quanto pare l’ufficio anagrafe del Comune, partendo dalla fine dell’800, è riuscito ad identificare alcuni Michetti che fanno parte dello stesso ceppo familiare del vice presidente. Sarebbe un vero e proprio colpo di fortuna sia per Macerata che potrà vantarsi di un’altra figlia illustre, sia per Michetti che ormai aveva quasi perso ogni speranza di ritrovare le sue origini.
Nella lettera il sindaco Romano Carancini si dice commosso per l’affetto dimostrato alla città e invita la neo acquisita concittadina a non perdere la prossima stagione dello Sferisterio: «Nel leggere la sua intervista non ho potuto fare a meno di emozionarmi per l’italianità che lei sente nelle sue vene – spiega il primo cittadino – In questo tempo di difficoltà e di paura per il nostro territorio sarebbe davvero bello accoglierla nella città che lei ha attraversato da bimba, in quel lungo viaggio fatto coi suoi genitori. Macerata in parte costituisce le Sue origini, ha visto nascere i Suoi nonni e ancora oggi ospita i discendenti della vostra famiglia». E poi l’invito all’opera: «Il 21 luglio avrà inizio la 53ema edizione del Macerata Opera Festival nella suggestiva ed emozionante cornice dell’Arena Sferisterio con tre opere in cartellone, Turandot, Madama Butterfly e Aida. Il Sol Levante verrà raccontato attraverso le storie di tre figure femminili, tre donne straordinarie e profondamente diverse tra loro. Immediato il parallelo con la straordinarietà della Sua figura, una donna forte, presente, che manifesta uno speciale attaccamento alle sue radici; una donna abile che porta avanti con sapienza e dedizione il suo prestigioso e impegnativo incarico, senza dimenticare la semplicità delle cose vere e l’importanza dei valori fondamentali. In occasione di questo evento che rappresenta forse il momento dell’anno più importante per la città di Macerata, sarebbe pertanto un onore accoglierla coinvolgendo naturalmente anche i suoi parenti maceratesi».

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Adelmo Gabbi, Presidente della Borsa di Buenos Aires: “Sono più che di origine italiana, sono italiano”

TULLIO ZEMBO - Adelmo Gabbi, Presidente della Bolsa de Comercio de Buenos Aires, mi riceve nel magnifico palazzo sede dell’istituzione nella “City” porteña.
Porto subito il discorso, come faccio sempre in tutte queste interviste, sulla sua origine italiana.

Grazie mille per l’opportunità che mi offre il suo quotidiano L ITALIANO – mi risponde - Io ho “più” che origine italiane, io sono italiano perchè mi sento italiano. Mio nonno è arrivato nell’ anno 1904 da Parma a ”fare l’ America” in Argentina.

E l’ha fatta.
Sì (sorride). Sì, gli è andata bene. Come ho detto, proveniva da Parma e, dopo essersi stabilito in Argentina, vi è ritornato a prendere colei che era la sua fidanzata e che poi è stata la mia nonna. Sì sposarono in Italia e vissero poi tutta la loro vita in Argentina. Arrivarono con una nave, nella classe della categoria più bassa,  con i pantaloni rattoppati, però puliti. Si stabilirono al sud di Santa Fe, dove mio nonno raccoglieva il grano a mani nude in un campo che poi egli comprò e da lì, in Santa Fe, nacque una grande discendenza di figli e nipoti, ognuno dei quali ha poi seguito il proprio cammino, ma tutti siamo tutti italiani. Quando raggiunse una posizione economica più agiata, il nonno tornava ogni anno in Italia e, al rientro, ci si riuniva tutti con la nonna a mangiare la pasta e ad ascoltare le notizie del viaggio e dei parenti  in Italia. Parenti che poi io stesso, in occasione di miei viaggi, conobbi personalmente.
 
I nonni erano proprio di Parma città?
Il nonno sì, la nonna era di Poviglio in provincia di Reggio Emilia.

So che lei è anche sposato con un’italiana.
Mia moglie è di Genova, di origine genovese. Ogni volta che viaggiamo in Italia, ci si stringe il cuore a Fiumicino quando dobbiamo ripartire. Lasciando l’Italia lasciamo casa. Ma subito cominciamo a pensare al prossimo ritorno a casa. L’Italia è la casa.

E’ un sentire comune a tutte le persone che ho intervistato.
Come lei sa, in Argentina non credo ci sia famiglia che non abbia un legame diretto e indiretto con l’Italia.
Io vado in Italia ogni anno, almeno anche per pochi giorni. Non mi appassiona andare in nessun altro posto, in nessun’altra capitale europea.

E, da buon italiano, naturalmente apprezza la nostra buona cucina.
La cucina italiana è la migliore del mondo. E sono tanto intelligenti gli italiani che, oltre che la migliore, la loro cucina italiana è anche la più semplice ed economica del mondo. Pietro Sorba, che seguo come tanti qui in Argentina,  è un buon maestro  di questa nostra arte...
 
Parliamo un po’ della Borsa, ci cui lei è presidente da anni.
La Borsa di Commercio è l’Istituzione economica e finanziaria argentina più antica con i suoi 163 anni di esistenza. E’ passata attraverso tutte le realtà politiche della lunga storia di questo paese a volte - come lei sa benissimo - non proprio facili per niente. La Borsa è l’ unica entità economica che ha sopravvissuto, ininterrottamente,  163 anni.
Nella Borsa passano tutte le transazioni del sistema finanziario  argentino. La somma delle transazioni della Borsa è maggiore di quella totale delle banche in Argentina.  Tutto il finanziamento del consumo in Argentina passa attraverso dei fidecomissi borsatili.
Le grandi imprese argentine,  qualsiasi a cui lei possa pensare - senza eccezioni - tutte si finanziano qui dentro con fondi del mercato argentino e dei fondi stranieri che vengono attraverso la Borsa. La Borsa gode di fiducia incondizionata perchè non è mai fallita nei suoi 163 anni di storia.
Questa Borsa ha sempre ha rispettato le obbligazioni assunte. Tutto ciò che è stato quotato e valutato e in cui la Borsa è stata coinvolta, sempre  è stato pagato.
 
Il che è  tutto dire in una realtà molto difficile come quella dell’Argentina sotto questo punto di vista.
E’ vero che l’Argentina ha vissuto molte crisi, ma è altrettanto vero che la Borsa è sempre stata al di sopra delle crisi. La Borsa è come un processo chimico: il denaro speculativo che entra si traforma in produttivo, tutto passa per la Borsa. Anche se la Borsa non è popolare e men che meno populista.
La borsa è un entità di èlite dove si quotano tutti i prodotti, ovviamente finanziari e non materie prime. Qui si movimentano ogni giorno otto, novemila milioni di pesos, tutti giorni dell’anno..
 
A proposito di continuità, i governi passavano e la Borsa c’era sempre.
Vede, noi individualmente abbiamo la nostra ideologia, pero l’Istituzione sta al di sopra delle ideologie. Qui, ogni anno, il giorno dell’anniversario della Borsa viene il Presidente dell’Argentina in  carica. Il Presidente viene alla Borsa. Mi lasci ripetere e sottolineare: la Borsa è l’unica istituzione dove sempre viene sempre il Presidente.
 
Immagino che non sia sempre facile ricevere un Presidente.
Non lo è affatto! Per esempio la Señora Presidente Kirchner veniva alla Borsa e sempre aveva parole molto dure e offensive (palabras muy feas , dice in spagnolo) verso la mia persona ed io le rispondevo nello stesso tono. Con i suoi ed i miei discorsi ci contrastavamo duramente con due diverse visioni del pensiero economico. Però, noblesse oblige, devo riconoscere che la Señora de Kirchner è comunque venuta ogni anno. Anche se un anno  mi ha suggerito di andare  dallo psicologo,  un altro mi ha detto che ero malato ecc., ecc.
Logicamente siamo molto più vicini alla visione del Presidente Macri - che fra l’altro è socio della borsa da tutta la vita come del resto il padre Franco - perchè con lui l’Argentina è tornata sui mercati dopo 10 anni ed è tornata al rispetto dei mercati,  dei bonisti e di coloro che credono nell’Argentina. Ora è necessario cancellare tutto quel karma che ci deve far vergognare noi argentini per non avere rispettato gli accordi. Uno come italiano lo ha nel DNA che gli accordi si rispettano, vanno rispettati anche quando sono solo verbali.
 
Qual è oggi la realtà dell’Argentina?
L’Argentina ha commesso errori molto gravi quando è entrata rapidamente nel populismo,  perché, quando invece di mettere ordine nell’economia della casa, ci si mette a sperperare, non è mai buon segno mai e questo errore si paga. Bisogna ricordare che gli errori del Governo della Presidente Cristina Kirchner e prima del Presidente Néstor Kirchner hanno portato l’Argentina ad essere dicharata dalla Comunitá Economica mondiale “mercado fronterizo” (mercato frontaliero) che è la qualificazione peggiore di un mercato. Perchè lei possa averne la dimensione, e senza volontà di mancare di rispetto agli stati che nomino, essere fronterizo è essere come Gana, Guinea Equatoriale, Trinidad e Tobago,  paesi che nulla hanno a  che fare con la nostra realtà economico-produttiva nè con la nostra storia. Però in realtá fummo declassati a mercados de fronteras  perchè non eravamo più emergenti. Oggi stiamo già recuperando le condizioni di paese emergente e la settimana scorsa, l’Argentina ha riconquistato la categoria di Emergente per ciò che concerne i titoli pubblici e saremo nei prossimi mesi nuovamente un Paese considerato “paese emergente” e non più “frontaliero”  anche per ciò che concerne i titoli privati.
Possono sembrare solo semplici aggettivi “frontaliero” o “emergente” , ma significano enormemente di più. I “paesi centrali” ogni anno investono nei paesi emergenti qualcosa come novecentocinquantamila milioni di dollari all’anno. La maggior parte di questi investimenti, è vero, vanno in Cina e in India, però il Sistema Latam cioè Messico, Brasile, Colombia, Cile, Perù e Argentina si aggiudica il 20% di quei 950 mila milioni di dollari.
Per molti anni l’Argentina non ha ricevuto ciò che le corrispondeva perchè - essendo dichiarato paese fronterizo - nessuno straniero poteva collocare denaro in Argentina. Per cui gli altri paesi Latam ricevevano anche gli investimenti che sarebbero spettati all’Argentina grazie agli errori del governo precedente .

C’è un settore che potrebbe essere di speciale interesse per un investitore italiano?
Beh ... gli italiani conoscono l’Argentina come l’Italia e ciò che va bene in Italia va bene qui. Il “campo”, la zona nucleo cioè dell’agricoltura argentina, il sud di Santa Fe, Cordoba, Buenos Aires, e per il 90% di origine italiano. Chi ha saputo lavorare e far produrre la terra? Gli italiani. Chi furono i primi fabbricanti di macchine agricole?  Gli italiani. Per cui certamente l’investimento nel campo è ancora molto redditizio per gli italiani. Però l’Argentina oggi è interessante in tutte le categorie. Oggi  tutti gli items possono solo crescere perchè l’Argentina viene da dieci anni senza nessun investimento, dieci anni in cui noi argentini abbiamo deriso gli investitori,  in cui abbiamo mancato di rispetto agli investitori. Dieci anni in cui non abbiamo rispettato la nostra parola data.
Il governo Macri, al contrario, la prima mossa che ha fatto è stata liberalizzare il cambio per rendere la realtà trasparente ed inoltre si è accordato ed ha chiuso una brutta vicenda pagando gli Holdout per rispettare tutto ciò che non avevamo rispettato. La conclusione è che l’Argentina in breve trova 30, 40 mila milioni di dollari, cosa che prima non era neppure impossibile pensare.

Siamo dunque sulla via della normalizzazione del mercato..e del Paese?
Lei ha usato la parola esatta. Il govermo Macri è entrato in un cammino di normalizzazione del mercato. Cosa ci stanno a fare i governi? Per amministrare e permettere ai privati di fare buoni affari, non per interferire negli affari dei privati e creare il disordine come è stato fatto in Argentina negli ultimi anni del passato governo.
 
Lei  è stato uno dei premiati da L’ITALIANO come un’ Eccellenza dell’Italianità.
È  stato uno degli onori più grandi che ho avuto nella mia vita e vi ringrazio di cuore perché, per quanto uno possa essere considerato “grande”, sopra di noi c’è il Paese che ci ha dato le radici e le nostre radici sono in Italia. Sempre dobbiamo rispettare l’Italia. E la rispettiamo.

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Il nostro corpo diplomatico in Argentina non piò essere accusato di parzialità

Noi de L'ITALIANO siamo d'accordo col comunicato dei rappresentanti istituzionali della Comunità
“Con profonda perplessità e grandissima amarezza abbiamo letto stamattina l’articolo che con il titolo 'Tutti i trucchi del governo per i voti in Argentina' apparso oggi su Il Giornale. Perplessità perché noi, che viviamo in Argentina, siamo parte attiva di questa numerosa collettivitá italiana, non abbiamo nessun dubbio sulla professionalità , onestà e imparzialità dell’attuale Corpo diplomatico consolare italiano in Argentina. Non c’è stata nessuna lettera a firma di funzionario diplomatico consolare invitando a votare in una o altra maniera nel referendum. Un corpo diplomatico serio e operoso come quello italiano in Argentina non si merita un attacco così che è privo di fondamento. Una delle massime della professionalità del lavoro giornalistico è la verifica delle fonti”. Così in una nota Mariano Gazzola – Vicesegretario per l’America Latina del CGIE; Dario Signorini – Presidente del InterComites Argentina; i consiglieri Cgie Marcelo Romanello, Marcelo Carrara, Guillermo Rucci, Rodolfo Borghese, Juan Carlos Paglialunga, Gerardo Pinto e il Presidente del Comites di Rosario Franco Tirelli, in risposta all’ennesimo attacco al voto all’estero.
“Abbiamo provato amarezza – scrivono – perché queste denunce lanciate all’aria non hanno altro scopo che essere lo strumento per l’ennesimo attacco al voto all’estero (in mezzo a una campagna referendaria che sembra non avere alcuna razionalità), diritto costituzionale che la lungimiranza di un grande politico quale Mirko Tremaglia – uomo formato nei più cari valori dell’italianità – ha donato all’Italia. Voto all’estero, – concludono i rappresentanti argentini – che oggi nessuna nazione tra le più progredite al mondo nega ai propri cittadini oltre frontiera”.

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CITTADINO DI BEVERINO E AMBASCIATORE D’ARGENTINA

Arnaldo Tomás “chiude il cerchio”. Ritorna nel paese da cui emigrò il bisnonno e il Sindaco gli conferisce la cittadinanza onoraria.
MAURO FIGOLI - C’era una volta – così cominciano tutte le belle favole a lieto fine – un bambino seduto col nonno sui gradini davanti alla casa in un piccolo pueblo, Juaregui, vicino a Lujan, circondato dalla sterminata pampa argentina. Il nonno Domenico raccontava al piccolo Tomás di suo padre, che si chiamava anch’egli Domenico, arrivato in Argentina da un paese ancora più piccolo di Jaregui che si chiamava Corvara ed era lontano lontano, in Italia. Ah, l’Italia – sospirava il nonno e guardava l’orizzonte dove terra e cielo si confondevano.
Chissà se Domenico dall’aldilà ha visto la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria di Beverino (di cui oggi Corvara è una frazione) al suo Tomás, ormai diventato una persona molto importante. Se l’ha vista, sicuramente ha provato un grande orgoglio.
Ma andiamo con ordine. Ad ottobre dello scorso anno Gian Luigi Ferretti intervistò Arnaldo Tomás Ferrari, da poco Ambasciatore della Repubblica Argentina a Roma e, ad un certo punto gli disse: “Mio bisnonno veniva da Corvara, un paesino in provincia della Spezia”. Continuò nel suo articolo Ferretti: “Mi lasciò senza fiato perché si dà il caso che Corvara sia ad un paio di chilometri da Pignone, da cui proviene il direttore di questo giornale, Tullio Zembo, e ad una ventina di chilometri da Carrodano, dove sono nato io”.
Tullio Zembo da Buenos Aires ne parlò con me, suo amico d’infanzia, ed io, a mia volta, contattai la vicesindaco Brunella Corradi e il Sindaco Massimo Rossi di Beverino. L'amministrazione comunale si prodigò ad organizzare con la collaborazione di Luciano Paganini e così giovedì scorso l’Ambasciatore Ferrari è arrivato da Roma con la moglie Nhu Anh Nguyen per ricevere la cittadinanza onoraria.
Erano presenti tutte le autorità della zona, dal Prefetto al Vescovo, al Questore, ai vertici provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza al Consiglio Comunale straordinario. Ed erano presenti tanti cittadini.
Inni nazionali, addobbi di fiori con i colori delle due bandiere, le chiavi della città e la pergamena, i discorsi….. Sì, il nonno Domenico avrebbe avuto ottimi motivi per commuoversi.

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E' deceduto a Roma l'On. Giuseppe Angeli

"Pepe" Angeli è morto oggi in seguito ad un ictus che lo aveva colpito mentre era a Roma con la famiglia.
Aveva 19 anni quando partì da Orsogna (Chieti) dove era nato nel 1931 ed emigrò a Rosario, dove sposò Livia Sartoris dalla quale ebbe tre figli. Partendo da lavori umili, riuscì a creare un impero. Oggi il suo Gruppo Transatlantica S.A. è leader nel campo dei servizi turistici, cambio valuta, immobili e Borsa. Fu Presidente dell'Associazione “Famiglia Abruzzese” per 25 anni e fondò la Scuola Bilingue Edmondo de Amicis, che oggi conta circa 1.000 alunni dall'infanzia alla terza età. Per 4 volte è stato rieletto Ptresidente del Comites di Rosario e dal 1991 al 2004 ha fatto parte del CGIE.
Nel 2006 fu eletto alla Camera dei deputati nella Circoscrizione Estero nella lista "Per l'Italia nel Mondo con Tremaglia" ed ha aderito al gruppo di Alleanza Nazionale. Nel 2008 venne rieletto al Parlamento nelle file del Popolo della Libertà.

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Adriana Donato, Presidente del CSM argentino, orgogliosamente calabrese

Una nuova intervista di Tullio Zembo alla ricerca dell'italianità fra le personalità di spicco dell'Argentina
TULLIO ZEMBO - Adriana Donato, la Presidentessa del Consiglio della Magistratura Argentina,  è un'avvocatessa e giornalista discendente da una famiglia calabrese proveniente da Rossano. Mi riceve nel suo ufficio con una splendida vista sul Teatro Colon. Dopo i convenevoli di rito, passo subito alla domanda principe di tutte le mie interviste a personalità di origine italiana: le chiedo per l'appunto di parlarmi della sua italianità.
Ho tre nonni italiani. Mia nonna materna, pur avendo vissuto molti anni in Argentina, dove giunse molto giovane, ha sempre mantenuto come sua prima lingua l'italiano  inframezzato da un po' di dialetto del suo paese e ci ha trasmesso la tradizione italiana del pranzo di mezzogiorno della domenica, tutti attorno al tavolo e con la casa aperta dove c'è sempre spazio per aggiungere un coperto. Cucinava davvero molto bene le delizie calabresi, ma era molto gelosa delle sue ricette che non voleva rivelare a nessuno. Però mia madre imparava vedendola cucinare ed io ho imparato da lei. Appena ho un po' di tempo, mi piace mettermi ai fornelli.

Da dove veniva sua nonna?
Veniva da Rossano in Calabria, che lei definiva orgogliosamnete Città e non paese di pochi abitanti. Ne parlava sempre della sua terra.

Mi emoziono ogni volta nell'ascoltare le storie di questi nonni arrivati dall'Italia e dei loro mille sacrifici e penso a come sarebbero orgogliosi dei loro discendenti. Chissà come lo sarebbe sua nonna vedendo la nipote nel prestigioso ruolo di Presidente del CSM.
A proposito, lei conosce la comunità calabrese in Argentina?
Certamente. Non solo conosco la collettività calabrese, ma ne ne faccio parte anche se i miei impegni adesso mi rendono più difficile una frequentazione quotidiana. La conosco, anzi l'ho vissuta:  mio padre è stato il tesoriere della Associazione Calabrese di Buenos Aires mentre io studiavo diritto e mio fratello nella sua gioventù era il responsabile di un gruppo di giovani dell'associazione. Si, per me, con i calabresi c è molta affinità e un grande senso di appartenenza.
 
Mi piacerebbe fare da tramite perchè i Calabresi la ricevano a breve come merita nella loro sede. Conosce "Buenos Aires celebra Calabria"?
Sì, certo. Molte volte abbiamo partecipato all' evento che la città dedica alla Calabria...con mio padre e mio fratello minore che è medico.

I calabresi hanno buon motivo per essere orgogliosi di una conterranea con un incarico così importante. Spieghiamo bene  a loro e a tutti ai nostri lettori cos'è il CSM.
Il CSM è un organo creato dalla Costituzione del 1994 che ha come funzioni essenziali la selezione dei Giudici e il processo disciplinario dei Giudici.

Cosa significa "selezione dei Giudici"?
Significa che il CSM organizza concorsi pubblici per selezionare i candidati a giudice. Partendo da questa selezione, elabora terne di candidati a giudici nazionali e federali per la loro designazione da parte del Presidente della Nazione in accordo col Senato.

E "processo disciplinario dei Giudici"?
Il CSM controlla le attività dei giudici e l'imposizione di sanzioni. La formula è: il CSM si occupa della designazione, supervisione e rimozione dei giudici nazionali e federali.

Ha altre funzioni il CSM?
Sì,  ne ha una terza molto importante: quella dell'amministrazione del Potere Giudiziario eseguendone quindi il preventivo di spesa.

Il CSM è formato da varie componenti, non solo da magistrati.
La Costituzione Nazionale ordina che il Consiglio della Magistratura sia composto in modo che ci sia un equilibrio fra i poteri politici lettivi, i giudici e gli avvocati e prescrive anche l'inclusione di rappresentanti dell'ambito accademico e scientifico. Quindi ci sono rappresentanti di 6 ambiti distinti: 3 rappresentanti dei giudici, 3 del Senato, 3 della Camera dei Deputati, 2 degli avvocati, 1 dell'Esecutivo e 1 dell'Università. Io sono stata scelta come rappresentante di tutti gli avvocati della Capitale Federale Buenos Aires. E' la prima volta che i colleghi avvocati hanno scelto una donna come loro rappresentante, cosa che mi rende particolarmente orgogliosa. Sono due volte orgogliosa perchè poi, dentro questo Consiglio, sono stata eletta Presidente.

13 membri in tutto. Non sono molti.
Per essere precisi  nella legge originaria il numero era superiore , ma nel 2006 si è modificata la legge ed è rimasto questo numero. Io, come rappresentante degli avvocati, continuerò a chiedere una riforma che preveda una maggiore presenza degli avvocati.

E il Presidente di questo organismo ha un ruolo di grande responsabilità.
Proprio per la composizione che ho illustrato, è sempre necessario raggiungere il consenso, l'equilibrio coinvolgendo tutte le varie rappresentanze dei sei ambiti. Anche in casi molti seri. Si pensi nei casi in cui esistano cause gravi che potrebbero giustificare la rimozione di un giudice (è bene ricordare che i giudici hanno garanzia di inamovibilità). E' il Consiglio ad istruire la causa per il giudizio politico che deciderà la situazione del giudice. E spetta al Consiglio attuare come parte di accusa.

Il giudizio politico?
Sì, da parte della Giuria di Procedimento dei Magistrati della nazione, composto da un giudice nazionale ed un giudice federale, un senatore per la maggioranza ed uno per la minoranza, un deputato per la maggioranza ed uno per la minoranza ed un avvocato federale. Tutti designati per sorteggio e con mandato, non rinnovabile, di sei mesi.
 
Quanto dura la sua carica?
La presidenza  è  a rotazione e dura 4 anni. La mia è iniziata nel novembre 2014 e quindi rimarrò in carica fino a novembre 2018.

Avete relazioni con l'Italia?
L'anno scorso abbiamo ricevuto una delegazione del CSM italiano e quest'anno saremo noi a recarci in Italia, saremo a Roma esattamente  fra l'otto maggio ed il dodici maggio e saremo ricevuti dal CSM. Per noi è molto importante questa relazione, abbiamo firmato un accordo durante la loro visita e lo riconfermeremo in occasione di questa nostra visita.
 
La redazione centrale de L'TALIANO è a Roma per cui certamente saremo presenti durante la vostra visita. Come Lei certamente sa, L'ITALIANO conferisce ogni anno il Premio all'Eccellenza dell'Italianità a personalità di origine italiana e sarà per noi un piacere ed un onore nominare Lei in occasione della prossima cerimonia di consegna dei riconoscimenti.
L' onore sarà certamente il mio! Mi emoziono... Sono veramente emozionata! Non ho parole per ringraziare.

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Merlo (MAIE): “Presto il Presidente della Regione Veneto in visita in Sud America”

Merlo (MAIE): “Presto il Presidente della Regione Veneto in visita in Sud America”
Roma, 7 ottobre 2016:-Si è tenuto ieri, presso Palazzo San Macuto, a Roma,nel ufficio e alla presenza dell' on. Giancarlo Giorgetti, Presidente Commisione Federalismo Fiscale,  un incontro tra il Presidente del MAIE, on. Ricardo Merlo, e il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.
Si è trattato di un incontro istituzionale tra due politici legati da un rapporto di amicizia di lunga data, date le comuni  origini venete. Si è parlato di politica italiana,  dei Veneti nel mondo, ma anche di una prossima possibile visita del Governatore della Regione Veneto in Sud America, per l’organizzazione della quale l’on. Ricardo Merlo ha dato piena disponibilità.
"Il Governatore Zaia da sempre accompagna e sostiene i Veneti nel mondo - ha  dichiarato Merlo -  una comunità che in tutto il mondo, dall' Australia, al Canada, al Sudamerica, agli Stati Uniti, si è fatta apprezzare per grande laboriosità e serietà. Questo prossimo viaggio sarà un'occasione per incontrare da vicino le  realtà venete che in Sud America contano su una vasta e potente rete associativa fatta di imprenditori, professionisti, politici, persone impegnate nell'associazionismo di radici cristiane, che contribuiscono alla crescita sociale economica e culturale dei paesi che li hanno accolti."

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